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Juventus, Allegri: "Qui sto bene, quando il presidente vorrà parleremo del futuro"

Il tecnico bianconero: "Atletico? Serviranno freddezza, lucidità e pazienza"

03 Mar 2019 - 23:17

La Juventus espugna il San Paolo 2-1 e mette una serissima ipoteca sulla vittoria dello scudetto, tanto che a fione gara lo ammette anche il sempre prudente Massimiliano Allegri: "Essere a più 16 con gli scontri diretti a favore è un bel vantaggio per noi, ma per la matematica bisogna ancora aspettare - ha detto il tecnico bianconero, che poi ha fatto autocritica - Nel secondo tempo mi sono addormentato, dovevo togliere Pjanic subito dopo l'ammonizione. Poi è arrivata la seconda e lì abbiamo perso l'ordine. Loro hanno avuto forza, il San Paolo li ha spinti, dopo il rigore sbagliato è finita".

Archiviato, o quasi, il discorso scudetto, Allegri si è concentrato sulla gara del 12 marzo contro l'Atletico: "Serviranno lucidità e freddezza, ci vorrà anche tanta pazienza, a Madrid abbiamo subito due gol in pochi minuti, possiamo farne tre in poco tempo, ma servirà una gara di grande precisione tecnica. Anche se fossimo 0-0 al 70' non saremmo ancora eliminati. Formazione? Se non recupera Douglas Costa abbiamo questi giocatori, quindi bisognerà capire come andrà la partita. Bernardeschi sta bene, sul piano della quantità fa bene. Però deve sbagliare meno. Per le sue qualità sbaglia troppi passaggi e scelte. Sono partite di calcio, vanno giocate, dobbiamo essere tutti più spensierati dopo le scorie di Madrid".

Difficile però non pensare al futuro, le voci di un possibile addio a fine stagione si fanno sempre più insistenti: "Quando il presidente vorrà ci siederemo e parleremo parleremo di quest'anno e dell'anno prossimo, io sono molto felice alla Juventus, ma bisogna essere in due, magari io dico sì e loro dicono no. Vedremo, c'è tempo, dobbiamo parlarne".

In chiusura una battuta sulla chiusura dei suoi profili social che tanto ha fatto discutere in settimana: "È successo un pandemonio per niente, io li usavo pochissimo, non leggevo mai niente. I social sono molto utili, ma possono essere pericolosi in mano alle persone sbagliate. È come mettere un mitra in mano a chi fa la guerra, ovviamente si sparerebbe".

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