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Bonucci: "Se ci fermiamo ancora, giusto non assegnare lo scudetto"

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Leonardo Bonucci è d'accordo con il suo presidente, Andrea Agnelli, e la maggioranza dei club di Serie A: in caso di nuovo stop del campionato non si deve assegnare lo scudetto, se non già aritmetico. "Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato. Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi... Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegnare nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve...", ha detto in un'intervista rilasciata a Walter Veltroni per la Gazzetta.

Vedi anche Parla Matthijs De Ligt: "Alla Juve sono felice. Sul mio futuro cose inventate" Calcio Parla Matthijs De Ligt: "Alla Juve sono felice. Sul mio futuro cose inventate" Dal "nemico" Allegri a Sarri, il salto è stato ampio, ma per l'ex allenatore juventino non ha rancore. "Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, i momenti più difficili di una stagione, a far capire alla squadra come gestire il tempo di un match. Lui, nei suoi cinque anni, in questo è stato un maestro. Sarri è un meticoloso, appassionato di tattica, a cui piace far giocare bene la squadra. Ha imparato anche lui, in questi mesi di Juve, cosa significa stare nel mondo bianconero, in cui, per l’esposizione, non viene mai perdonato nulla. Da quando è con noi ho visto una crescita importante. Ha un gran bagaglio di conoscenze calcistiche ma ha saputo mettersi in discussione, ha avuto l’umiltà di capire le dinamiche di questo collettivo. Sono stato piacevolmente sorpreso, davvero. Abbiamo contatti quotidiani, momenti di confronto. È uno che vuole migliorare", ha aggiunto

Impossibile non parlare del suo anno travagliato al Milan: "Fu un anno difficile per me. C’erano stati screzi e io, alla fine, specie dopo la sconfitta in Champions, ho preso una decisione poco lucida. Però devo dire che quella scelta, che certo mi ha condizionato la carriera, mi ha migliorato come uomo. Quei mesi al Milan mi hanno consentito di guardarmi dentro e capire che il mio posto era nella Juventus. Ho conosciuto al Milan persone belle, prima tra queste Rino Gattuso".

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