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L'ANALISI

Applausi, gol e playoff: Special Lucio ha ritrovato il centrocampo della sua Juve

Benfica Ko, ok il primo obiettivo per i bianconeri, con gli occhi della tigre del loro allenatore. L'Atalanta si scioglie sul più bello, da 3° a 13° 

di Paolo Borella
22 Gen 2026 - 00:03
 © Getty Images

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Dopo la caduta di Cagliari, lo scivolone stavolta è dell'avversario: Pavlidis manca l'appoggio sul dischetto e regala un finale in tranquillità alla Juventus, che batte il Benfica 2-0 e andrà a sfidare il Monaco (che rischia di mancare gli spareggi) con tanto da guadagnare e poco da perdere. 
Già basta questo per ribaltare le prospettive bianconere, per quanto il campionato sembri riservare "solo" la lotta per le prime 4 posizioni. La trasferta nel Principato, tra una settimana, regala nuovi stimoli, con i playoff blindati in tasca e una vittoria che vorrebbe dire piazzamento da testa di serie per il sorteggio dei sedicesimi e, in caso di incroci positivi dagli altri campi, magari anche lo sbarco in top 8

Il successo sul vecchio fantasma Mourinho e il suo Benfica (che la Juventus aveva battuto solo in Coppa Uefa nel 92/93) regala sorrisi per i riscontri di statistiche e classifica, ancora di più che per la prestazione in sé. Ma quando a inizio ripresa i bianconeri hanno rischiato di andare sotto e lo stadio ha iniziato a mugugnare, Luciano Spalletti si è fatto scudo di tutte le fragilità del suo gruppo, anche battibeccando con un tifoso e riprendendo Openda a suon di schiaffetti, per restituire ai suoi giocatori lo spirito da Juve.

Il resto lo hanno fatto alcuni dei suoi scudieri, soprattutto in quel centrocampo tanto criticato e in eterna attesa di rinforzi consistenti dal mercato. Locatelli si è preso la standing ovation dello Stadium, Thuram ha seguito il consiglio del suo allenatore che gli chiedeva più consistenza in zona gol, McKennie si conferma il coltello svizzero più prezioso del calcio italiano e sa far male in ogni ruolo, come dimostra il terzo gol consecutivo in Champions dopo quelli propiziatori per le vittorie contro Bodo Glimt e Pafos. 
Yildiz non si tocca, Vlahovic resta l'uomo da attendere, anche se David lancia segnali di risveglio (la sponda per l'americano per il 2-0) alternati a enormi passaggi a vuoto. Varrà la pena aspettarlo? Oppure per i playoff - o gli ottavi - sarà già tempo di una nuova era con un nuovo attaccante acquistato nel mercato invernale? 

Spalletti sta facendo tutto il possibile per dare certezze a un gruppo che ne ha disperatamente bisogno, ma che ha finalmente anche raccolto i segnali del cambio in panchina e sta crescendo piano piano, però costantemente. Per gli spareggi di metà febbraio, o nel caso per gli ottavi di marzo, l'allenatore di Certaldo deve partire da lì.
Non che la Serie A diventerà un allenamento, a partire dall'incrocio mai banale di domenica col Napoli, però questa Juventus ha tutte le carte in regola per blindare la qualificazione Champions in campionato e poi provare a dire la sua in Europa. Quei 12 punti, a pari con l'Inter, sono un primo riscontro importante per "Special Lucio", fin qui imbattuto in bianconero nella coppa dalle grandi orecchie. 

Un punto in più per l'Atalanta, che si è ritrovata ancorata a quota 13 proprio quando stava per spiccare il volo verso gli ottavi e a un certo punto della penultima gara si era ritrovata addirittura terza alle spalle di Arsenal e Real Madrid. La rimonta dell'Athletic Bilbao fa ancora più male per questo, per il riemergere di cali di tensione quando la situazione sembra sotto controllo. Navarro, ispirando il 2-1 e poi trovando in prima persona il terzo gol, è stato il giustiziere basco dell'illusione ottavi per gli uomini di Palladino.

La certezza Scamacca (5 reti e 2 assist da dicembre, 7 contributi in tutte le competizioni, come solo Vlasic, Lautaro e Thuram fra chi gioca in Serie A) e il ritrovato Krstovic alla seconda rete di fila dopo Pisa, a questo punto serviranno per tenatare la rimonta in campionato e per battere l'Union Saint Gilloise. E sperare, da tredicesimi, in combinazioni al momento difficili per rientrare fra le magnifiche otto.