Pioli: "La mia Inter sarà così. Pronta per la Champions"

La conferenza stampa del tecnico: "Non sono un normalizzatore, ma un potenziatore. Le vittorie arrivano dal bel gioco: questo il mio credo"

foto lapresse

"Il primo traguardo è il derby.. Poi la zona Champions. Ce la possiamo fare. Ricordate la Juventus dov'era un anno fa?". E' il giorno di Stefano Pioli, le sue prime parole. "La mia Inter cercherà di vincere le partite attraverso il gioco, il bel gioco. Deve saper lavorare con grinta, passione, qualità. E' un sogno che per me si corona, sedermi su questa panchina. Ho sempre sperato di poter essere qui".

Breve prologo ai microfoni di Inter Channel.
"Forza Inter, forza Inter sempre. Prima di tutto. Inevitabile che il pensiero sia già al derby, il mio primo appuntamento, che sarà importantissimo per tutti".
E ora la conferenza stampa.
"E' una grande gioia sedermi sulla panchina dell'Inter. Sono molto felice e motivato, darò il massimo".
Abbiamo letto di cose romane, Candreva, i problemi che ha avuto con lei alla Lazio.
"So che Antonio è un grande giocatore e so che farà più di quanto sta facendo. Perché appunto è un grande giocatore, non avremo nessun problema".
Che squadra sarà l'Inter?
"Una squadra che giochi con passione, col cuore in mano, davanti a una tifoseria molto passionale, anch'essa col cuore in mano. Ognuno di noi deve lasciar da parte il proprio io per dare tutto, in funzione del gruppo".
La rosa di 29 giocatori: troppi?
"Ci sono tanti appuntamenti, l'organico è numeroso, ma va gestito. E di tanti giocatori c'è bisogno".
Che calcio sarà quello dell'Inter?
"Un calcio concreto, fatto di passione, con la generosità e la voglia di mettere sotto gli avversari. Solo così potremo diventare uan squadra forte".
L'obiettivo dell'Inter quest'anno?
"Sarei contento se ottenessimo la Champions League, la zona Champions. L'anno scorso a questo punto l'Inter era prima, la Juve era a nove punti e sapete come è finita. C'è tutto il tempo per arrivare all'obiettivo di cui sopra".
Esordio nel derby. Da brivido.
"Meglio così, meglio affrontare subito una grande squadra per capire chi siamo e come stiamo".
Come sarà il suo modulo?
"Il modulo non c'entra. Il modulo si può cambiare. Punteremo sulla difesa a quattro, ma ogni sistema può essere offensivo o difensivo, con tre o quattro centrocampisti. L'importante è l'atteggiamento".
La preparazione della squadra, dopo tre allenatori.
"Io e il mio staff vogliamo un calcio aggressivo e intenso, Gli allenamenti andranno in quella direzione. Ho chiesto a tutti, alla società e alla squadra, grande compattezza e unione. Il lavoro sarà duro. Il nostro futuro passerà dal lavoro quotidiano. Se vogliamo vincere il derby, dovremo lavorare come loro, anzi di più".
Pioli il normalizzatore.
"Ma l'Inter non vuole la normalità, vuole di più. Spero che a fine stagione direte che io sono un potenziatore".

La sosta di Natale quanto le servirà?
"La sosta non è poi troppo lunga. Non è quello l'obiettivo per completare il lavoro. Lo faremo giorno per giorno, con entusiasmo e voglia di vincere e sacrificio".
Segna solo Icardi in quest'Inter. Chi altri?
"Sono felice di poter allenare Icardi, che è un grande centravanti, fra l'altro con grande impegno e sacrificio, è un bell'esempio. Ci sono tanti altri che possono fare gol, esterni, secondi punte, centrocampisti. Dovremo occupare di più e meglio l'area avversaria".
Vedremo in campo Gabigol?
"Vedremo tutti quelli che hanno voglia di esibire il meglio di sé. Gabigol lavora seriamente e fa di tutto per essere è pronto al momento giusto".
Il Trap ha detto: l'Inter è una centrifuga.
"Il Trap è stato il mio allenatore, l'ho sempre stimato e apprezzato, mi ha fatto capire cos'è la passione e cos'è l'entusiasmo. Io so di allenare un club fra i più grandi al mondo. La chiamata è arrivata al momento giusto della mia crescita. Il Trap ha ragione: bisogna vincere le partite. Ma è più facile vincere le partite cercando di giocare bene al calcio".
L'Inter non ha un regista. Nell'Inter c'è Medel in quel ruolo.
"Il problema è la mentalità che dai alla squadra e le posizioni sul campo. Non ci deve essere un solo giocatore che muove la palla, ce ne vuole più di uno in modo che la manovra diventi imprevedibile".
C'è Samuel. L'ha voluto lei?
"Sì, l'ho conosciuto da giocatore e avversario, sapevo che era nell'organico dell'Inter. Non l'ho mai conosciuto di persona, ho sempre pensato che sia una persona molto seria e umile che può mettere a disposizione del gruppo i suoi valori e la sua lunga storia interista. Ho parlato ieri con lui, lui è felice e io sono più felice di lui di averlo al mio fianco".
I giocatori, i ruoli. Banega che ruolo avrà?
"Io divido i giocatori fra quelli che sono intelligenti e quelli che non lo sono. Banega è un giocatore intelligente, e credo che insieme sapremo trovare i tempi e i modi giusti perché lui possa esprimere il suo talento, che non è poco".
Cos'è mancato all'Inter finora?
"Non interessa guardare indietro, dovremo fare tutti lo sforzo di guardare al domani, non voglio perdere energie su cose che non posso controllare. E'  accaduto, stop. Ora guardiamo avanti, lavoriamo per andare lontano".

Il suo futuro passa da questi sei mesi. Giusto?
"Io penso a quello che deve accadere subito. dalla prossima partita, con fiducia e ottimismo. Il mio futuro non è un problema. Dovremo fare tanto, lavorare e puntare in alto".
La difesa dell'Inter, un punto sul quale lavorare sodo.
"Appunto, lavorare sodo. Non è un problema di reparto, ma di squadra".
I punti sui quali lavorerà.
"Tutti, non c'è un punto in particolare. Dovremo fare tutto quello che c'è da fare, difesa e attacco, centrocampo, fase di possesso e non possesso, la fretta non è buona consigliera, ma il tempo stringe. Dovremo lavorare tanto, e lavorare di qualità".

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