L'ANALISI

Conte ha "perso" la sua squadra: tutta l'Inter davanti a un bivio

I nuovi acquisti non incidono, mancano organizzazione e mordente tipici della scorsa annata: Vidal emblema del momento nero

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Volendo cominciare con una spruzzata di ottimismo, si potrebbe dire che l'Inter non è ancora eliminata dalla Champions League e quindi resta in corsa pure per la "retrocessione" in Europa League. Il problema è che la squadra vista in questo inizio stagione non può sperare nei risultati degli altri perché prima di tutto non può fare progetti propri. Ben prima del rigore di Hazard e dell'espulsione di Vidal, i nerazzurri infatti avevano dimostrato di non aver imparato nulla della lezione Torino entrando in campo compassati, con poca intensità e rendendo la vita facile a un pur rabberciato Real Madrid.

Lo svantaggio e l'essere rimasti in 10 non ha portato ad alcuna reazione di orgoglio, un po' perché il Real non è il Torino, un po' perché non si può sempre vivere sul filo della rimonta, che deve essere un'eccezione e non la norma. Antonio Conte sembra aver perso l'Inter, quella compatta e meno bella ma molto più pragmatica e concreta della scorsa annata: i nuovi acquisti non hanno quasi mai inciso, la strada scelta dell'allenatore - che forse ha alzato l'asticella in termini di gioco e obiettivi giudicando la via migliore per fare il salto di qualità finale dopo un secondo posto in Serie A e la finale di Europa League - non sta pagando. 

Il rosso a Vidal è emblematico in tal senso. Conte "tradito" così da un fedelissimo, un doppio giallo stupido e inaspettato da un giocatore esperto. Il cileno, come Kolarov e Hakimi, non sono stati quei valori aggiunti attesi per dare esperienza e nuove variabili tattiche ad una squadra organizzata e quadrata come quella del 2019/20 ma che a volte aveva peccato di gioventù ed era scoperta in qualche ruolo. Desolanti gli ultimi 10 minuti concessi ad Eriksen: dal 10 vs 11 non era più la sua partita, ma farlo entrare sullo 0-2 quando i ventuno in campo attendevano solo il fischio finale è sembrata una pugnalata al danese.

L'Inter, come squadra, allenatore ma pure società, si trova davanti ad un bivio. I risultati - che sono il motore del calcio - in questo caso c'entrano relativamente, vanno fatti un reset e stabiliti nuovi obiettivi e priorità. I giocatori devono dimostrare di credere nel progetto, l'allenatore deve capire se e come cambiare piano e il club analizzare mercato e staff tecnico. Un'analisi seria, senza fare drammi o per forza ribaltoni: ma necessaria per dare una svolta alla stagione e capire se il futuro tracciato sia quello corretto.

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