Due trofei, il titolo di capocannoniere e una finale Mondiale. A vederla così non sembrerebbe un'annata complicata per Lautaro Martinez. Osservando meglio però si può notare come il 2026 del Toro siam a suo modo, unico: con l'infortunio appena partito ai flessori della coscia sinistra, i giorni di assenza del capitano sfioreranno la tripla cifra.
Stop a Bodo
L'annus horribilis di Lautaro è iniziato in Norvegia, nella maledetta trasferta di Champions contro il Bodo. Sul sintetico dell'Aspmyra Stadion il Toro si è procurato un problema al polpaccio che l'ha tenuto fuori a lungo. Un'assenza costata l'eliminazione ai playoff per mano dei norvegesi e che stava incrinando le certezze dei nerazzurri nella corsa al 21esimo scudetto. L'argentino in quell'occasione ha dovuto mordere il freno per 40 giorni circa, dal 18 febbraio al 5 aprile, dal Bodo alla Roma. Di mezzo tante partite importanti saltate, tra cui il derby perso firmato dal gol di Estupinan e l'andata della semiinfale di Coppa Italia contro il Como. Contro i giallorossi di Gasp il Toro aveva mostrato tutto il suo peso: due gol al rientro che hanno deciso il big match e messo l'ipoteca sul tricolore.
La ricaduta
L'appuntamento con la Roma era fondamentale, tanto che il Toro aveva forzato per esserci: così si spiega la ricaduta che l'ha rimesso seduto per altri 20 giorni, costringendolo a saltare altre quattro partite tra cui la sfida contro il Como, in campionato e il ritorno della semi di Coppa Italia. Di fatto, dunque, l'assenza è durata dal 18 febbraio al 3 maggio, interrotta soltanto dalla presenza nel match di San Siro contro i giallorossi.
Anno da incubo: 100 giorni out e 18 partite saltate
In totale si parla di un stop di 74 giorni per 11 partite (In queste gare l'Inter ha raccolto 2 sconfitte, 4 pareggi e 5 vittorie) a cui vanno sommate quelle che dovrà saltare adesso: circa un mese e 7 partite. Il bilancio del 2026 parlerebbe dunque di circa 100 giorni di stop e 18 match saltati tra campionato e Champions League. Lautaro ha alzato bandiera bianca all'alba di un ciclo fondamentale per i nerazzurri: i suoi compagni dovranno essere bravi a non far rimpiangere il loro capitano.