L'ANALISI

Inter avanti a piccoli passi: da Handanovic a Lautaro, Inzaghi si aggrappa ai leader

Torino battuto col fiatone ma la resta la voglia di attaccare fino all'ultimo minuto, oltre alla porta inviolata, trascinata dalla spina dorsale

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© Getty Images

All'89' e col minimo scarto ma sono pur sempre tre punti: l'Inter riparte dopo le sconfitte nel derby e in Champions League battendo il Torino in una partita molto sofferta, aggrappandosi alla spina dorsale della spogliatoio e, non a caso, della squadra. Handanovic, rientrato dopo la panchina contro il Bayern Monaco, ha tenuto a galla il risultato; Brozovic ha segnato il gol-vittoria; Lautaro più di tutti ha tenuto alta l'adrenalina, a suon di contrasti e rincorse, dando l'esempio. Sin qui il buono di una prestazione per larghi tratti figlia di questo inizio stagione col freno a mano tirato, prestazione che in ogni caso Inzaghi si tiene stretta per provare a capire se è la scintilla che darà il via a una ripartenza più convincente, anche sulla scia del confronto avuto all'indomani del ko europeo.

La rinuncia a Bastoni, tra i più negativi del periodo, con Dimarco braccetto per dare una mano a Darmian sulla catena di sinistra questa volta non ha sortito gli effetti sperati. Un po' per l'intraprendenza di Seck, un po' perché Dzeko non è riuscito a garantire un lavoro adeguato in pressing, confermando una volta in più come la convivenza con Lautaro vada a momenti alterni. Non che dall'altra parte si viaggiasse meglio, anche Dumfries non vive un buon momento e con il Barella opaco visto sin qui Vlasic ha potuto fare il bello e cattivo tempo.

Tra una parata di Handanovic e qualche ripartenza sprecata dai nerazzurri, il primo tempo si è chiuso su un più che giusto 0-0 ma Inzaghi ha comunque atteso il 70' per i primi cambi che hanno migliorato le cose anche perché il Toro pian piano ha logicamente abbassato i giri di una partita giocata dispendiosamente a pressing molto molto alto e aggressività a metà campo.

Soprattutto l'inserimento di Mkhitaryan ha dato un po' di ordine in più in mezzo, consentendo anche agli stessi Brozovic e Barella di trovare meglio linee e posizionamento, fino all'azione del gol non a caso confezionato dalla coppia italo-croata, amiconi nella vita come in campo. L'Inter così riesce a tenere il ritmo della coppia Napoli-Milan e soprattutto a mettere fiducia nel serbatoio, qualcosa che - in caso di 0-0 - avrebbe davvero demoralizzato l'ambiente.

Per ritrovare meccanismi e fluidità servono ulteriori conferme, a livello mentale come a livello fisico, ma in una stagione così compressa, sono i risultati poi a fare da vero collante di un ambiente perché bisogna cercare di arrivare alla sosta delle nazionali (e più avanti a quella per i Mondiali) senza fallire altri appuntamenti. A cominciare da quello di martedì contro il Viktoria Plzen: tornare dalla Repubblica Ceca senza i tre punti significherebbe complicare quasi definitivamente l'obiettivo degli ottavi di Champions League.

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