Inter, ecco perché il pareggio di Como è molto più importante di quanto possa sembrare
Emergenza gestita con profitto in vista di un derby importantissimo, difesa tornata impermeabile e obiettivo Coppa Italia sempre più vicino
di Enzo PalladiniL’Inter non pareggia quasi. Non è un’ipotesi, è un dato di fatto. In tutta la stagione, un solo pareggio in campionato, in casa contro il Napoli. Zero pareggi in Champions League e ora lo 0-0 sul campo del Como in Coppa Italia. In un’altra fase della stagione questo risultato di Como sarebbe stato considerato in maniera negativa. Invece dopo questa semifinale d’andata, Chivu ha diversi motivi per essere soddisfatto, al di là di qualche prestazione dei singoli e di qualche pericolo corso. Cerchiamo di spiegare il perché.
Punto primo: è stata gestita bene un’emergenza inedita, quella dell’attacco. Mai in stagione l’Inter si era trovata con due attaccanti indisponibili su quattro. Intelligente la scelta di Chivu, che non ha utilizzato Pio Esposito e Thuram insieme ma li ha alternati. I due si sono anche dati da fare, ma soli contro tutti è davvero complicato. Per la seconda volta nella stagione italiana, l’Inter non ha segnato dei gol (in Champions è successo solo con il Liverpool a San Siro) ma in questo modo sia Pio che Marcus hanno conservato un po’ di energie: i due saranno la coppia d’attacco domenica nel derby.
Appunto, il derby. È una partita che può mettere la pietra tombale sulla lotta per lo scudetto se vinta dai nerazzurri (forse anche in caso di pareggio) e che invece può rilanciare in maniera violenta le ambizioni dei rossoneri. Era importante per l’Inter gestire il turnover senza grandi traumi e anche questo obiettivo è stato raggiunto. Preservare una miniera d’oro come Federico Dimarco, oltre che i due attaccanti superstiti, è stato un atto di realismo. Lo stesso vale per i centrocampisti anche se, per voler proprio cercare un difetto nella condotta di gara dei nerazzurri a Como, Frattesi e Sucic non sono stati particolarmente brillanti. Sull’altro piatto della bilancia c’è stata anche la possibilità di dare minuti a Calhanoglu, a Darmian e a Dumfries che ne avevano bisogno.
La partita del Sinigaglia ha detto che la difesa di Chivu sta bene, anche senza Akanji considerato titolarissimo (ma forse bisognoso di tirare il fiato). A parte qualche piccola incertezza iniziale di Bisseck, per tutti i novanta minuti la tenuta è stata praticamente perfetta. Forse è stato un “allenamento” ancora più significativo, visto che Fabregas ha giocato inizialmente senza una punta centrale vera, che poi è il modo abituale del Milan di Allegri che solitamente inserisce Fullkrug solo nel secondo tempo. A Como anche Carlos Augusto ha disputato una buona partita, soprattutto in fase difensiva, che poi ormai è la sua specialità.
Manca l’ultima considerazione, la più scontata: con lo 0-0 di Como, l’Inter resta perfettamente in corsa per centrare l’obiettivo della Coppa Italia, oltre a essere primissima in campionato. Quando si giocherà la partita di ritorno a San Siro, tra un mese e mezzo, sarà tutto radicalmente cambiato, l’obiettivo scudetto potrebbe essere molto più vicino di oggi. Chivu avrà tutto il tempo per pensare a come affrontare quella gara. Gli basterà vincere con un gol di scarto per andare in finale e per puntare a un clamoroso doblete. Al suo primo anno intero da allenatore.