SERIE B

Il Monza americano torna in Serie A dopo un solo anno, ma quanto è cambiato rispetto al 2022

La promozione è arrivata nonostante i brividi della finale contro il Catanzaro; grandi meriti dell'allenatore Paolo Bianco

di Enzo Palladini
29 Mag 2026 - 22:16
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 © italyphotopress

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La prima volta era stata una favola, quella di un presidente innamorato che aveva deciso di costruire un sogno mettendoci la passione e i fondi necessari. Succedeva esattamente quattro anni fa, il 29 maggio del 2022. Prima promozione del Monza nella massima serie, un traguardo che per molti decenni era stato ritenuto impossibile e che invece si era trasformato in realtà. Il Monza era arrivato in Serie A per starci e il primo anno ci era rimasto con grande merito, chiudendo all’11° posto il campionato. Poi però, venuto a mancare l’apporto di Silvio Berlusconi, il progetto era stato inevitabilmente ridimensionato, con la conseguente retrocessione in Serie B. Ora questa nuova promozione, ottenuta con il brivido finale di una partita con il Catanzaro che sembrava scontata e che invece si è rivelata complicatissima per la bravura di Aquilani e dei giocatori giallorossi.

Dall’estate scorsa, il Monza ha cambiato volto. Adriano Galliani ha gestito la transizione e si è fatto da parte, ora la proprietà appartiene al fondo statunitense Beckett Layne Ventures (BLV), guidato da Brendon Berger e già attivo in precedenza nello sport, nei media e nell’intrattenimento, con investimenti in realtà come Epic Games, Samba Tv, Mijenta Tequila e Best Day Brewing. La presidenza è stata affidata a Lauren Crampsie, anche se la gestione operativa è nelle mani di Mauro Baldissoni, ex dirigente della Roma, affiancato per le scelte tecniche nel ruolo di direttore sportivo da Nicolas Burdisso, ex giocatore di Inter, Roma, Genoa e Torino. L’avvento del fondo Usa ha decretato un netto cambiamento di strategia. Si è passati da una gestione sentimentale come quella dell’era Berlusconi a un progetto basato sui modelli americani di business che ormai hanno messo le radici nel calcio italiano.

In pochi avevano previsto un ritorno immediato del Monza in Serie A, ma il nuovo assetto societario ha azzeccato subito alcune scelte. La prima, quella dell’allenatore, puntando su Paolo Bianco. Ex difensore di grande temperamento (ha chiuso la carriera nel 2015 con la maglia del Sassuolo), in precedenza ha guidato il Modena e il Frosinone. Un allenatore preparato, ma anche un uomo di cultura e sentimenti. Ritiene che la moglie Marzia sia fondamentale per il suo equilibrio professionale. È laureata in Archeologia preistorica e fa l’illustratrice, dipinge e disegna libri per bambini. Gli è stata molto vicina nei dieci mesi di inattività tra Modena e Frosinone. Ama viaggiare, ha in programma un tour del Giappone e vorrebbe tornare un giorno a Kiev, dove ha lavorato con Roberto De Zerbi, perché all’epoca non ha potuto salutare fisicamente tutte le persone con cui ha avuto contatti professionali e personali. Di sé stesso ha detto: "Io non sono un allenatore, io faccio l’allenatore. Sono una persona prima di tutto. Svolgiamo un lavoro, ma non siamo quel lavoro. Quando giocavo andavo alla posta a pagare le bollette. Anche ora ho una vita normalissima: faccio la spesa, pulisco casa, vado in ricicleria. Sono Paolo".

Nel gruppo attuale sono rimasti diversi giocatori che hanno già giocato in Serie A con questa maglia, come il capitano Matteo Pessina, che, non dimentichiamolo, ha vinto anche un campionato europeo con la maglia della Nazionale italiana. Ma quando si parla di lui, si parla di un calciatore con una sensibilità diversa dalla media, lontano dallo stereotipo al quale siamo sempre stati tristemente abituati, è anche grazie a un percorso che ha avuto proprio Monza come punto di partenza e come obiettivo finale. Con lui tra gli altri Samuele Birindelli, Patrick Ciurria, Keita Baldè, Dany Mota e Andrea Petagna. 

Adesso però il passato e la nostalgia vanno messi da parte. C’è una Serie A da affrontare con forze nuove e con l’ambizione di restarci. La coincidenza del 29 maggio potrebbe essere il primo portafortuna. Anche nel 2022 il Monza venne promosso passando attraverso i playoff (quella volta l’avversario era il Pisa), l’anno seguente per un po’ con Palladino in panchina sognò anche di arrivare in Europa. Le basi per sorprendere ci sono, ma adesso è solo ora di festeggiare.