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È finita l'era dell'uscita dal basso? La lezione di Kinsky, Jorgensen e... Courtois

Fioccano gli errori in costruzione degli estremi difensori: anche questa moda calcistica è giunta al termine?

di Francesco Lommi
12 Mar 2026 - 13:07
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Nel calcio, come nella vita, le mode sono passeggere. Il gioco negli ultimi 30 anni è stato in continua evoluzione: dal catenaccio all'italiana al "tiki taka" di Guardiola fino al "gegenpressing" di Klopp o all'uno contro uno a tutto campo di Gasp. Tutte hanno avuto la stessa parabola: un tecnico traccia la via, altri colleghi lo seguono fin quando qualcuno non trova la chiave per mettere a nudo i limiti di quella strategia. 

L’ultima tendenza in ordine di tempo è stata la costruzione dal basso. Una strategia adottata inizialmente dalle grandi squadre e poi diffusasi a macchia d'olio anche tra quelle con meno talento. Far partire l'azione palla a terra dal portiere può essere sì una scelta tanto rischiosa quanto però può portare vantaggi davvero enormi: il primo, stanare gli avversari e attaccare gli spazi che si creano alle loro spalle. Ma è proprio qui che si è creato il cortocircuito di questa moda calcistica: la crescente efficacia nel pressing sta mettendo a repentaglio il futuro dell'uscita dal basso.

E l'andata degli ottavi di finale di Champions League ha reso ancora più chiara questa tendenza. Inutile (e spiacevole) stare troppo a rivangare sulla notte da incubo vissuta da Antonín Kinský, marchiato a fuoco dai due gol regalati in Atletico Madrid-Tottenham e la conseguente sostituzione, o di quella di Filip Jorgensen del Chelsea che, sul 2-2 a 15 minuti dalla fine, col suo errore ha dato il via alla sgasata dei parigini per il 5-2 finale. Anche perché in questa stagione colleghi molto più esperti di questi due giovani portiere si sono macchiati di errori simili. Guardando in casa nostra basta pensare a Sommer che ha regalato il vantaggio a San Siro al Pisa o a Mike Maignan, reo dello stesso errore con Nico Paz costato due punti ai rossoneri. Una concentrazione di errori che fin'ora non avevamo ancora visto ai massimi livelli e che deve far riflettere. 

Certo per due esempi negativi ce n'è uno positivo: Thibaut Courtois. Il portiere del Real Madrid ha indirizzato l'ottavo di finale contro il City sfornando un assist al bacio per il primo gol di Fede Valverde: un lancio da oltre 50 metri al millimetro sul piede del compagno. Una situazione di gioco resa possibile soltanto dall'aggressione feroce del City di Guardiola: il Real, grazie al lancio dell'estremo difensore belga e la giocata da campione del Pajarito, è arrivato in porta con 4 tocchi proprio perché i Citizens si erano riversati in massa nella metà campo dei Blancos per provare a recuperare palla vicino all'area di rigore avversaria. La via è tracciata: la costruzione dal basso sembra aver già toccato il suo "prime" e, piano piano, potrebbe abdicare. Quale sarà la prossima tendenza? Attenzione agli schemi da piazzato: l'Arsenal di Arteta sta facendo scuola e sempre più squadre stanno provando a imitarli. Con buona pace di chi sostiene che questa moda stia "rovinando il calcio". Del resto, dal tiki taka alla difesa a tre e l'uno contro uno a tutto campo, il cambiamento non è mai piaciuto a nessuno. 

Notte da incubo per Kinsky: fuori al 17' tra le lacrime dopo due papere contro l'Atletico

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