Juve, Allegri già nella storia: meglio di Conte e Capello

In pochi mesi l'attuale allenatore ha dissipato ogni dubbio anche grazie a una difesa bunker

23 Apr 2015 - 12:05
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Semifinale doveva essere e semifinale è stata. Seppure con qualche preoccupazione, dopo 12 anni la Juve torna a sedersi al tavolo delle quattro squadre più forti d'Europa e lo fa con alla guida un condottiero che in pochi, o forse quasi nessuno, volevano: Massimiliano Allegri. L'allenatore osteggiato dai tifosi in estate ha ripagato la fiducia della dirigenza bianconera alla grande. Tanto che nel giro di pochi mesi è già riuscito a fare meglio di due totem come Antonio Conte e Fabio Capello. Un'impresa straordinaria se si considera lo spessore dei due "colleghi".

Allegri ha messo in cassaforte lo scudetto, ha centrato la finale di Coppa Italia e raggiunto una semifinale di Champions League che la Vecchia Signora inseguiva dal lontano 2003, quando i bianconeri superarono il Real Madrid prima di arrendersi ai rigori contro il Milan nell'epilogo di Manchester. Quegli stessi rigori che hanno impedito alla sua Juve di alzare la Supercoppa italiana a dicembre, dovendo accantonare i sogni di un potenziale poker che avrebbe avuto del leggendario. Nemmeno l'idolatrato Conte era riuscito a fare tanto nei suoi tre anni alla guida di Buffon e compagni. Il massimo lo ha raccolto nella sua seconda stagione, conquistando campionato, Supercoppa italiana, ma fermandosi in finale di Coppa Italia (persa col napoli) e uscendo ai quarti di Champions per mano di quel super Bayern Monaco che poi avrebbe vinto il titolo. Quanto a Capello, oltre a due scudetti (quello 2004-2005 e poi quello 2005-2006 revocato), in Champions non è mai andato oltre i quarti di finale, mancando anche il successo in Coppa Italia (al massimo ai quarti) e in Supercoppa italiana (ko in finale con l'Inter nel 2005). Insomma, risultati alla mano, Allegri stravince il confronto. Merito suo, ma anche dei giocatori che hanno saputo dimostrare di non essere Conte-dipendenti. Quel merito che negli ultimi due mesi va soprattutto a una difesa diventata insuperabile. Anzi, che tra quelle delle quattro squadre rimaste in corsa in Champions è la migliore con il solo gol subito, tra ottavi e quarti di finale, ad opera di Reus (su gentile regalo di Chiellini oltretutto). Il Barcellona ne ha incassati 2, mentre Real Madrid e Bayern Monaco 4. In totale la porta di Buffon è rimasta inviolata in cinque delle ultime sei gare europee. Chiellini e Bonucci si sono confermati affidabili nonostante qualche svarione congenito, che però ha fatto pochi danni, ma soprattutto il ritorno di Barzagli ha ridato compattezza assoluta a tutto il reparto, tanto da convincere Allegri a rispolverare quel 3-5-2 in cui rende l'ex Wolfsburg rende al meglio. Certo adesso li attende un esame di laurea davvero difficile. Dovranno vedersela con attacchi stellari e giocatori del calibro di Messi, Neymar, Cristiano Ronaldo, Bale, Lewandowski, Mueller e chi più ne ha più ne metta. Difficile dire se riusciranno nell'impresa di fermarli. Di sicuro ci sarà bisogno di una Juve più brillante in fase offensiva e la speranza è che Tevez, Pirlo e Vidal si presentino in condizioni migliori all'appuntamento rispetto a Monaco, magari potendo godere anche sul supporto di un Pogba che allo stadio Louis II di Montecarlo ha sofferto in tribuna. Se il francese sarà della partita, potrebbe essere davvero lui l'arma in più di Allegri affinché la Juve possa giocare quel ruolo di intruso guastafeste che fa tanto paura a spagnoli e tedeschi.