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Agli ottavi hanno salutato, oltre all'Atalanta, anche Donnarumma, Tonali, Vicario e Udogie
di Andrea Cocchi© Getty Images
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Il passo indietro del nostro calcio è oggettivamente imbarazzante. Il ranking può essere emblematico per una valutazione oggettiva, ma ci sono dei dati che balzano agli occhi senza bisogno di osservare nessuna classifica. Le squadre italiane hanno detto addio alla Champions League agli ottavi di finale. Solo una ha superato la fase dei playoff, come la scorsa stagione, ma almeno un anno fa la sopravvissuta è arrivata in finale. Questa volta è uscita dallo scontro con dieci gol sul groppone e uno solo messo a segno. Un'ecatombe. Se il calcio italiano è in coma profondo o si iniziano a vedere dei "bip" sullo schermo che segnalano una ripresa cerebrale, ce lo dirà, tra solo una settimana, lo scontro con l’Irlanda del Nord e, speriamo, quello tra una tra Galles e Bosnia per poter rivedere sul campo una partita mondiale dell'Italia.
Nel frattempo contiamo i sopravvissuti della Champions in salsa tricolore. Ce ne restano solo quattro. Al Liverpool, che dopo la goleada al Galatasaray se la vedrà ai quarti con il Psg in un doppio scontro che si annuncia spettacolare, ce ne sono due. Federico Chiesa e Giovanni Leoni. L'ex bianconero non è proprio una prima scelta nei piani di Slot, però riesce a ritagliarsi qualche sprazzo di partita. Nella gara di ritorno degli ottavi contro i turchi è entrato a un minuto dalla fine al posto di Ekitiké a risultato già acquisito. L'allenatore dei Reds, in ogni caso, lo considera una valida alternativa ai titolari, al di là del minutaggio, per la sua duttilità. Può essere impiegato come esterno, trequartista o punta centrale, soprattutto dopo l'infortunio di Isak. L'ex difensore del Parma è stato invece sfortunatissimo visto che già a settembre ha rimediato la rottura del crociato ed è ancora in fase di riabilitazione.
Matteo Ruggeri, con il suo Atletico Madrid, ha raggiunto i quarti dove sarà tra i protagonisti del derby con il Barcellona. Dopo un inizio complicato Simeone lo ha impiegato sempre di più, tanto da avergli fatto raggiungere le 34 presenze stagionali, nonostante una concorrenza spietata. Il Cholo apprezza la sua duttilità, visto che all’occorrenza può essere impiegato come centrale difensivo oltre che nel naturale ruolo di esterno basso a sinistra.
Poi c'è Riccardo Calafiori. Arteta ha tante armi a disposizione anche in difesa. Qualche acciacco fisico lo ha tormentato nel corso della stagione ed è rimasto fuori nell'ultima partita con il Bayer Leverkusen. Non c'è dubbio, però, che sia tenuto in seria considerazione nell'ambiante dei Gunners con cui, in stagione, può veramente fare il botto visto che l'Arsenal è in corsa per tutti gli obiettivi stagionali, con una Premier già in tasca grazie ai nove punti di vantaggio sul City.