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Afghanistan, abusi sessuali in Nazionale: che accuse al presidente

Parlano le giocatrici: "Picchiate e aggredite, minacciate anche con una pistola"

28 Dic 2018 - 17:27

Keramuddin Karim, chi è costui? Tuttora va considerato il presidente della Federcalcio dell'Afghanistan, carica che però non potrà durare a lungo. Il tribunale di Kabul gli ha notificato un provvedimento che gli impedisce di uscire dal Paese per qualunque ragione, sanzione allargata ad altri quattro dirigenti della stessa Federazione. L'accusa è tremenda: abusi sessuali nei confronti delle giocatrici della Nazionale femminile. In precedenza, Karim era stato anche sospeso dal Comitato Etico della Fifa appena uscita la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per questa stessa vicenda. 

Ma quello che è successo a queste atlete è qualcosa di agghiacciante ed è venuto alla luce grazie a uno scoop messo a segno dal quotidiano britannico The Guardian. Le ragazze parlano in forma anonima ed è comprensibile, per salvaguardare la propria incolumità e quella dei loro familiari. Una di loro ha raccontato di essere stata presa a pugni e aggredita sessualmente in una stanza alla quale si accedeva passando dall'ufficio del presidente. Karim poi le avrebbe addirittura puntato una pistola, minacciando di morte lei e i suoi familiari nel caso avesse raccontato qualcosa agli organi d'informazione. "Chiedevo aiuto. Lui veniva verso di me e mi diceva: "Voglio starti vicino, voglio vedere il tuo corpo". Io tentai di ignorare quella frase e gli dissi: "Avrei bisogno di soldi per tornare a casa, sono rimasta senza. Può aiutarmi? Se non può pazienza, ma mi lasci andare". Lui mi disse che mi avrebbe aiutato e chiese di seguirlo. Proprio di fianco al suo ufficio c'era una stanza, sembrava una camera d'albergo. Mi disse di sedermi sul letto e cominciò a spingermi. Mi alzai, tentai di liberarmi, ma lui mi diede un pugno in faccia. Dopo essere caduta, tentai di rialzarmi per andare verso la porta, ma senza riuscirci. Mi diede un altro pugno in faccia, perdevo sangue dal labbro e dal naso. Mi picchiava, caddi per terra e davanti ai miei occhi diventò tutto scuro. Quando mi risvegliai, c'era sangue dappertutto, il letto era pieno, io stavo sanguinando ancora dalla bocca, dal naso e dalla vagina". 

Un'altra giocatrice racconta che Karim la minacciò di tagliarle la lingua davanti a tutte le compagne di squadra durante un allenamento, a causa della sua resistenza a un precedente tentativo di aggressione a scopo sessuale. Una terza atleta ha invece raccontato di aver respinto un tentativo di baciarla sulle labbra e sul collo, ricevendo in cambio l'esclusione dalla Nazionale e l'etichetta di "lesbica" ispirata proprio dal presidente federale. "Il suo comportamento veniva sopportato all'interno della squadra perché lui è molto potente, nessuno poteva mettersi contro di lui. Molte ragazze non possono permettersi di parlare, perché hanno paura per la loro vita". Una storia terribile, con molti capitoli ancora da scrivere probabilmente.

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