Roma-Lazio 2-1: DiFra sorpassa Inzaghi

La squadra di DiFra domina per 70'. Rigore di Perotti e gran gol di Nainggolan a inizio ripresa. Rigore di Immobile al 27'. Florenzi, timori per il ginocchio

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Roma-Lazio 2-1. I gol di Perotti (rigore al 4' st), Nainggolan (8' st) e il rigore di Immobile (27' st) mettono il sigillo al derby che la squadra di Di Francesco ha vinto. Con merito. La Roma ha tenuto in pugno la partita per 70 minuti, riaprendo di fatto il match con un inutile tocco di braccio di Manolas che ha regalato alla Lazio il rigore della speranza. Giallorossi a quota 30, scavalcati i rivali a 28.

Il "pieno" all'Olimpico, Roma e Lazio ricche di gioco e punti (in Italia e in Europa), Di Francesco e Simone Inzaghi a loro modo i "tecnici del momento". Immobile e Nainggolan che ci sono, dubbi e timori sono svaniti. E tanto altro -per qualità singole e collettive- in due squadre che inseguono -perché no?- il massimo delle ambizioni e allora questo rischia davvero di essere un derby speciale. Per dire: specialmente bello e attraente.
Meglio la Roma nel primo tempo, un primo tempo condotto a un ritmo -collettivo- non granché. Padrona o quasi del campo, la squadra di DiFra, soprattutto a sinistra: Perotti e Kolarov spingono, Dzeko si aggiunge e la corsia laziale (Bastos e Marusic, va a supporto Parolo) ne soffre. Nainggolan fa il suo lavoro, spesso si sdoppia, fa parte del mestiere e del suo agonismo, con De Rossi e Strootman. Un po' sulle sue El Shaarawy.
C'è un gol di Immobile dopo 90 secondi: ma è fuorigioco palese, il Var fa un cenno a Rocchi e il guardalinee Liberatore alza la bandierina in ritardo sull'evidenza. E' soltanto un episodio un po' così, diciamo di curiosità e non di sostanza. Visto che è presto romanista il possesso-palla e il corredo di mini-occasioni che diventano occasioni vere con le deviazioni di Dzeko, due volte: di testa manda a lato di un niente e al 35' il brivido più alto del primo tempo, con la gran parata di Strakosha su Edin.
La Lazio? Provvede a ripararsi dall'onda romanista, le ripartenze sono rare e Immobile in biancoceleste è un po' come nel triste azzurro... svedese. Non è al meglio e comunque un po' troppo solo, Luis Alberto non offre sponde rilevanti e il gruppo deve badare a chiudere gli spazi alla Roma, non ad aprirsi varchi. Non si hanno autentici cenni offensivi di una Lazio quasi... timorosa.
Ripresa. E tutti questi segnali di superiorità romanista, come indirizzo tecnico-tattico, si materializzano in un amen a inizio ripresa, con il rigore che Bastos provoca sullo scatenato Kolarov, e Perotti col suo ralenty dagli undici metri realizza; e con la folgorante idea di Nainggolan che dal limite scaglia un pallone-pietra che oltrepassa le braccia protese di Strakosha. In quattro minuti (4' e 8') la Roma pone il suo sigillo al derby.
Inzaghi cambia: dentro subito Nani e Lukaku, per dare supporto al solitario Ciro e almeno la speranza di cancellare quello zero in zona-pericolo (pericolo per la Roma). Uno zero che i due nuovi entrati, in qualche modo, mettono in discussione e che Manolas "cancella" con un goffo e assurdo tocco di braccio su un pallone pressoché innocuo. Rocchi non vede, il Var sì e il penalty sui piedi di Immobile significa gol e derby riaperto al 27'.
Riaperto per le emozioni che toccano tutto quando un derby va così. Ma non la qualità e quantità della Roma che controlla i pericoli (pochi) che arrivano dal mondo biancoceleste portando a compimento la missione di vincere e di riposizionarsi davanti ai rivali cittadini. E annusando sempre di più l'aria fine dell'alta classifica, quella che sa di scudetto. Per la Lazio è un verdetto che non nega l'ottimo autunno in corso. Ma questa Roma ha qualcosa di più.

Manolas 6 - Impeccabile nel chiudere ogni minimo spiffero d'aria, abbassa il braccio regalando alla Lazio un rigore. Perdonato perché è finita così.
Kolarov 7 - Indemoniato lungo la fascia di competenza, non è una novità. All'ennesima sua spallata, Bastos cade nella trappola.
Nainggolan 7,5 - La solita dedizione, la solita qualità che sprigiona a tutto campo e un gol bello e festeggiato a lungo. A lungo.
Dzeko 7 - Al gol arriva vicino, ma la quantità di palloni che difende e distribuisce, facendo in modo che il gioco d'attacco della Roma sia costante, è la quantità di un grande giocatore.
Perotti 7 - Il rigore centellinato al rallentatore è il pezzo pregiato di una partita piena di buone cose.
Bastos 5 - Il penalty che provoca è il frutto di una pressione continua cui viene sottoposto: lì lavorano duro Kolarov e Perotti, alla lunga si soffre.
Parolo 6 - Alle fatiche/delusioni azzurre oppone l'agonismo in un derby che lo vede lottare ad armi quasi impari con Strootman.
Immobile 6 - Sufficienza per il rigore-speranza, ma solo per questo. Dalle due sfide con la Svezia a questo derby, il dopo-infortunio reclama ancora il vero Immobile.

ROMA-LAZIO 2-1
Roma (4-3-3): Alisson 6; Florenzi 6 (35' st Bruno Peres sv), Manolas 6, Fazio 6,5, Kolarov 7; Nainggolan 7,5 (40' st Juan Jesus), De Rossi 6,5, Strootman 7; El Shaarawy 6 (27' st Gerson 6), Dzeko 7, Perotti 7. A dispSkorupski, Lobont, Moreno, Emerson Palmieri, Castan, Pellegrini, Gonalons, Ünder, Defrel. All. Di Francesco 7
Lazio (3-5-1-1): Strakosha 6,5; Bastos 5, de Vrij 6, Radu 6 (32' st Patric sv); Marusic 5,5, Parolo 6, Leiva 5,5 (13' st Nani 6), Milinkovic-Savic 5,5, Lulic 6 (13' st Lukaku 6,5); Luis Alberto 5,5; Immobile 6. A disp. Guerrieri, Vargic, Basta, Luiz Felipe, Mauricio, Jordao, Murgia, Neto, Palombi. All. S. Inzaghi 6
Arbitro: Rocchi
Var: Irrati
Marcatori: 4' st Perotti (R) rig., 8' st Nainggolan (R), 27' st Immobile (L) rig.
Ammoniti: Lulic, Leiva, Luis Alberto, Nani (L), Nainggolan, Fazio (R)
Espulsi: --

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