Il tecnico: "Serve ritrovare cattiveria e serenità. Nainggolan? Si poteva vincere lo stesso"
Tre partite, un punto. Il segnale, numerico, della crisi è evidente. Il caso-Nainggolan fa il resto. E il dopo-partita all'Olimpico è quello che ci si aspetta. Per Di Francesco, dopo le magie europee, questo complicato momento che dura da tre settimane e ha tolto il sorriso al gruppo, a tutta la Roma e ai sogni di gloria, perlomeno in chiave-scudetto.
"I primi dieci minuti li abbiamo fatti bene, ma dopo il vantaggio dell’Atalanta ci siamo disuniti. Questo non deve succedere a un gruppo come il nostro, perché i momenti di difficoltà capitano e non possono essere affrontati come abbiamo fatto noi: la squadra non mi è piaciuta per niente, specialmente nel primo tempo. Facciamo troppa fatica a fare gol, stiamo facendo qualche passo indietro: ci vuole un pizzico di cattiveria in più. Dobbiamo fare tutti mea culpa, per tornare a essere determinati e cattivi: questa sosta ci deve servire per ripartire e tornare a essere la squadra che siamo stati fino a poche settimane fa. Mi aspetto qualcosa in più da tutti, non solo dai leader del gruppo: ora dobbiamo fare tesoro degli errori che stiamo facendo ultimamente e tirare fuori la personalità".
Come sarebbe finita con Nainggolan in campo?
"Avremmo potuto vincere anche senza di lui: è stata una scelta etica e doverosa. Dalla prossima tornerà e ci darà sicuramente qualcosa in più rispetto a quello che ha dato fino ad adesso.”
Partite così, lasciano un segno. Inevitabile. Per la Roma (senza De Rossi e Nainggolan, Schick in panchina) era l'occasione di riaversi dal "gelo" natalizio, un punto in due partite e qualcosa (molto o poco) che non funziona. E il qualcosa che non va è molto. Ha subìto l'Atalanta per tutto il primo tempo e non ha saputo riemergere nella ripresa giocata con l'uomo in più. Per l'Atalanta, dopo il ko inflitto al Napoli in Coppa Italia, era la sfida che poteva significare chissà cosa, a proposito del perpetuo "miracolo" che, evidentemente, non è più tale. Ha messo sotto la Roma per un tempo e dopo l'espulsione di De Roon ha saputo resistere per tutta la ripresa, concedendo solo il gol di Dzeko.
L'uno-due dell'Atalanta, straordinaria prodezza di Cornelius (14') e botta vincente di De Roon (19'), è il marchio nerazzurro e l'incubo per la squadra di Di Francesco in un primo tempo da... incubo. Incubo dei giallorossi, beninteso incapaci di offendere e soprattutto di difendere. Il tridente preparato da Gasperini, Cornelius a destra, Ilicic centrale e il solito Gomez a sinistra, crea solo imbarazzi e patemi ai giallorossi. Con ripartenze folgoranti sull'onda offensiva di Dzeko e compagni, un'onda d'urto che però si smarrisce in fase risolutiva.
Le assenze ci sono, sono pesanti. E pesano. Gonalons e Pellegrini (per De Rossi e Nainggolan) vanno spesso in affanno e l'ordinato e rapido palleggio atalantino fa il resto. I tentativi di raggiungere Dzeko dagli esterni sono infruttuosi, le prove da gol romaniste arrivano per vie centrali e sempre con Dzeko come finalizzatore, mentre su un'altra feroce ripartenza Freuler (37') prende il palo.
Qualcosa, comunque, la Roma comincia a fare caricando la fase offensiva di grinta e volontà, non di precisione. Se non altro, costringe qualche avversario a scorrettezze meritevoli di cartellino giallo e al 44' è De Roon a farne le spese con una contestatissima seconda ammonizione. Espulso lui, espulso Gasperini (proteste), Atalanta in dieci per il tempo che rimane.
Ripresa. C'è Cristante, fuori Ilicic, nel 3-4-2 che Gasp ridisegna con l'uomo in meno. Dentro Schick (fuori Pellegrini), doppio centravanti per venir fuori da questo pasticcio. E la pressione romanista prende -è abbastanza ovvio- consistenza. Peraltro premiata subito dal gol di Dzeko (11') lasciato quasi libero di calciare in corsa, di sinistro, in diagonale. Partita riaperta, i dieci atalantini denunciano affanno, Petagna prende il posto di Cornelius che ha dato tutto, e anche di più. Poi tocca a Masiello rinforzare le barriere, fuori Gomez.
La ricerca romanista in zona-gol, al di là del costante possesso palla, resta complicata. Non è la novità di questo sabato festivo, dura da qualche settimana. E per aggiustare una partita... compromessa, Di Francesco lancia anche Under (fuori Strootman) e Bruno Peres (per Florenzi), alimentando pressione e anche confusione. Ma tant'è. In momenti così, serve fare certe cose. Fra le quali, la confusione prevale. Cementando così una sconfitta che allunga il momento-no: un punto nelle ultime tre partite.
ROMA-ATALANTA
Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi (38' st Bruno Peres), Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini (6' st Schick), Gonalons, Strootman (31' st Under); El Shaarawy, Dzeko, Perotti. A disp. Skorupski, Lobont, Juan Jesus, Moreno, Castan, Emerson, Gerson. All. Di Francesco
Atalanta (3-4-3): Berisha; Toloi, Caldara, Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Spinazzola; Cornelius (16' st Petagna), Ilicic (1' st Cristante), Gomez (24' st Masiello). A disp. Gollini, Rossi, Mancini, Castagne, Gosens, Haas, Schmidt, Vido, Orsolini. All. Gasperini
Arbitro: Guida
Marcatori: 14' Cornelius (A), 19' De Roon (A), 11' st Dzeko (R)
Ammoniti: De Roon, Caldara (A)
Espulsi: 44' De Roon (A) per doppia ammonizione
Note: 44', espulso il tecnico dell'Atalanta, Gasperini, per proteste