Berlusconi: "Cessione del Milan? Tutto ok, non ricompro il club"

L'ex presidente rossonero allontana ogni ipotesi di riacquisto del Milan: "Nessuna famiglia può competere con il petrolio"

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Prima è arrivata l'inchiesta del Corriere della Sera che ha gettato nuove ombre su Yonghong Li (che sarebbe insolvente, e per il quale sarebbe stata chiesta la bancarotta), poi sono giunte le dichiarazioni del commissario Figc, Roberto Fabbricini (che, preoccupato, ha dichiarato di voler incontrare i nuovi dirigenti, con l'ad Marco Fassone in testa, per avere risposte su un club "patrimonio enorme dello sport italiano"): il Milan, in poco più di 24 ore, è passato dalla ritrovata forma in campo alla confusione fuori dal campo. Silvio Berlusconi, però, poche ore dopo quanto affermato anche dall'ex ad Adriano Galliani, proprio in un'intervista rilasciata a Corriere Live, ha voluto rassicurare i tifosi rossoneri: "Abbiamo avuto banche internazionali, sponsor internazionali, professionisti internazionali che ci hanno confermato che l'operazione era sicura - ha detto l'ex presidente -. Abbiamo riparlato con queste persone, ci hanno dato certezza dell'assoluta nettezza di questa operazione".

Il tempo, è convinto Berlusconi, darà ragione a chi non sta sollevando alcun dubbio sulla cessione del Milan al gruppo cinese. E alla domanda se avesse incassato i soldi della cessione, e se potesse usarli per ricomprare il Milan, Berlusconi ha così replicato: "Certo, ma non ricomprerò mai il Milan perché dopo l'arrivo dei soldi del petrolio ci vogliono troppi soldi per mantenere una squadra a livello internazionale che una famiglia da sola non può sostenere". All'obiezione che le prime due squadre nel campionato italiano (Napoli e Juve, ndr) sono però di proprietà italiana, Berlusconi ha risposto: "Si giocano lo scudetto, è vero, però perdono in Europa e nel mondo".

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