Brescia promosso in Serie A

La squadra di Corini batte 1-0 l'Ascoli e torna in A dopo otto anni. I pugliesi, sconfitti 2-1 dall'ultima in classifica, non approfittano del pari del Palermo

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Primo verdetto in Serie B: il Brescia torna in A dopo otto anni con l'1-0 all'Ascoli firmato da Dessena. Il 34esimo turno poteva portare fortuna anche al Lecce, che però perde 2-1 a Padova e fallisce il match-ball promozione. La squadra di Liverani non approfitta del 2-2 tra Palermo e Spezia. Il Verona perde 3-2 contro il Livorno: il ko costa la panchina a Grosso. Tre punti per il Crotone, che batte in 10 il Benevento: 1-0 firmato Simy.

BRESCIA-ASCOLI 1-0
È il primo dei tre match-point per il Brescia, e le Rondinelle centrano il bersaglio. Al Rigamonti la capolista stende 1-0 l'Ascoli grazie al gol di Daniele Dessena e torna in Serie A dopo otto anni. I bianconeri (per l'occasione in maglia rossa) partono bene e imbrigliano la manovra dei padroni di casa, che forse sentono un po' l'emozione che dà il profumo di promozione. Il palo di Dessena al 18' cambia l'inerzia del match: il Brescia trova coraggio e mette alle corde la squadra di Vivarini. Nel giro di cinque minuti vanno vicinissimi al gol-promozione Torregrossa (pallonetto alto su lancio millimetrico di Tonali) e Spalek. Lo slovacco conclude per due volte fuori misura: il secondo tentativo sfiora il palo e mette i brividi a Lanni. Il portiere ascolano non può nulla, però, al 36': Bisoli crossa dalla destra, il taglio intelligente di Donnarumma premia l'inserimento di Dessena, che non può sbagliare l'1-0 a porta spalancata. Il primo gol in campionato dell'ex Cagliari fa esplodere il Rigamonti, che canta "Ce ne andiamo in Serie A". Sull'onda dell'entusiasmo, Corini grida ai suoi di insistere e cercare il raddoppio. Tonali ha il calibro nei piedi: con questi fondamentali, per portare pericoli non è indispensabile la manovra costruita. Palla al play e ci pensa lui, ma Donnarumma e Torregrossa non sempre premiano i lanci del classe 2000. Il Brescia parte con il freno a mano tirato anche nella ripresa. Corini si arrabbia con i giocatori, vuole ritmi più sostenuti. I padroni di casa devono giocare soprattutto contro loro stessi: più la Serie A si avvicina, più è difficile giocare spensieratamente. Normale che i sorrisi si vedano solo in panchina, con Gastaldello che scherza insieme a Rodriguez. Il pubblico canta "Chi non salta bergamasco è": si sente già aria di derby con l'Atalanta. Impossibile proporre un gioco fluido in questo contesto di festa. Corini, a caccia della prima promozione da allenatore, si agita a bordo campo e beve nervosamente acqua. L'Ascoli si rende pericoloso con Ganz, che mette alla prova per due volte Alfonso, e gioca stabilmente nella metà campo delle Rondinelle. Al Brescia tremano le gambe in dirittura d'arrivo: serve l'esperienza di Gastaldello, che rileva l'applauditissimo Dessena. Il fischio finale è una liberazione e Corini può liberare la tensione e gioire sotto la curva. La festa è appena iniziata.

PALERMO-SPEZIA 2-2
Per Delio Rossi, alla seconda panchina dal ritorno in Sicilia, arriva il secondo 2-2 di fila dopo quello raccolto sul campo del pericolante Livorno. Un punto che serve a poco ai rosanero (al terzo pari di fila, l'ultimo fu raccolto da Stellone sempre in casa contro il Padova), ma che può rivelarsi invece cruciale per lo Spezia che è in piena bagarre per un posto nei playoff. Il Palermo parte subito forte e costruisce la prima occasione al 7': Rispoli si propone sulla destra, crossa sul primo palo dove arriva Moreo a rimorchio. La sua incornata si infrange però sul palo. All'11', dopo un recupero di Moreo su Ligi, Jajalo apre la conclusione con il destro e manca di poco lo specchio della porta. Il Palermo attacca con continuità, ma al 30', al primo tiro in porta, lo Spezia si porta in vantaggio: ampio triangolo Maggiore-Okereke-Maggiore, con quest'ultimo che conclude con il sinistro in corsa e batte Brignoli. Passano pochi secondi e i rosanero trovano l'immediato pareggio: è il 32', Jajalo ha spazio fuori area e libera un gran destro che termina la sua corsa sotto la traversa. La partita si infiamma: lo Spezia potrebbe riportarsi in vantaggio quando Gyasi triangola con Okereke, ma poi manca la porta dopo il passaggio di ritorno. E ancora una volta al gol ci va chi sta subendo gli avversari: in questo caso è il Palermo, con Haas che resiste a due cariche Ricci e mette il pallone al centro, Nestorovski fa da sponda e Moreo al 40' insacca. I padroni di casa colpiscono il secondo palo della loro partita al 43', con il colpo di testa sotto misura di Nestorovski, quindi lo Spezia pareggia di nuovo. Al 44' Gyasi trova infatti Okereke sulla sinistra che crossa per Maggiore, Aleesami è troppo passivo e Haas parte in ritardo, così la grande incornata del centrocampista gli vale la doppietta personale e il 2-2. Dopo tante emozioni nel primo tempo, la ripresa si apre con una nuova occasione: Nestorovski sfrutta una palla vagante nel cuore dell'area e va al tiro, ma Lamanna è attento. Ancora più prodigioso Brignoli al 57', quando vola a respingere un gran tiro di Ricci e poi si oppone di istinto puro anche al colpo di testa di Gyasi a rimorchio. I liguri insistono con Gyasi e Okereke che costruiscono due occasioni per il nuovo sorpasso, ma nel finale è il Palermo a provare a vincerla: Rispoli e il neo entrato Trajkovski non sorprendono la retroguardia ospite, quindi è Mazzotta a fornire un gran pallone a Nestorovski, il cui colpo di testa però non inquadra la porta.

PADOVA-LECCE 2-1
Il Lecce fallisce il primo match-point per la promozione. Ai salentini bastava vincere sul campo del Padova per tornare in Serie A, e invece all'Euganeo sono i padroni di casa a esultare. Con merito, ma il 2-1 con cui i veneti piegano la squadra di Liverani sa tanto di vittoria di Pirro. Il Padova, infatti, è ultimo con il Carpi e la salvezza dista cinque lunghezze, visti i successi di Livorno e Foggia. Con due giornate da giocare, serve un miracolo ai ragazzi di Centurioni. La partita è un assolo del Padova. Passano solo tre minuti e Baraye firma l'1-0: sul cross di Longhi, l'attaccante è bravo a incunearsi tra due difensori e a concludere da posizione defilata. L'ex Parma è l'assoluto protagonista dei primi 45': ha due marce in più rispetto agli altri, la difesa leccese non lo prende mai e il senegalese va al tiro anche al 9' e al 31', non centrando lo specchio. Liverani ne manda a scaldare tre già dopo un quarto d'ora, sperando di dare un segnale di scossa alla squadra. Ma il Lecce nel primo tempo si fa vedere dalle parti di Minelli solo con una conclusione di Tabanelli, match-winner nello scontro diretto contro il Brescia. Liverani passa ai fatti già ad inizio ripresa: dentro Bovo e Palombi al posto di Petriccione e Marino. Eppure anche la ripresa è di marca padovana. I veneti non mollano un centimetro in termini di compattezza e concentrazione, gli ospiti non riescono a rientrare in partita e al 56' subiscono il raddoppio ad opera di Cappelletti. Il difensore irrompe sul primo palo e devia in rete il calcio d'angolo battuto da Serena. Il Lecce tenta di riorganizzarsi e al 74' accorcia le distanze. Ingenuità di Minelli che non controlla bene un retropassaggio e stende La Mantia in area, calcio di rigore inevitabile. Dal dischetto segna Mancosu, che sfiora il pareggio due minuti dopo. I salentini si buttano in avanti alla ricerca del pareggio, Baraye ha una chance clamorosa in contropiede, si presenta a tu per tu con Vigorito, ma quest'ultimo con un colpo di reni toglie la palla dai piedi dell'attaccante. Finisce 2-1, il Padova può continuare a sperare, il Lecce deve rimandare i sogni di gloria.

VERONA-LIVORNO 2-3
Settima partita di fila senza successi per il Verona che cade davanti al proprio pubblico contro un Livorno che conquista tre punti meritati e importantissimi per puntare al playout. Ospiti che partono molto meglio dell'Hellas, Giannetti colpisce subito il palo di testa, si rende pericoloso una seconda volta e poi al terzo tentativo, al 25', trova il gol del vantaggio sfuggendo alla marcatura di Vitale sul cross di Gasbarro da un angolo battuto corto. La reazione del Verona non è efficace, poco reattiva in campo la squadra di Grosso che al 42' incassa il raddoppio: Raicevic, ancora da angolo corto, prende posizione in area e gira alle spalle di Silvestri che non può nulla e se la prende con la sua difesa. Il pubblico di casa invita la squadra a dare qualcosa in più con cori inequivocabili e contesta anche il presidente Setti. Al 47', in pieno recupero, Dawidowicz dimezza lo svantaggio sul cross dal fondo di Matos con una girata da attaccante, ma al rientro negli spogliatoi ci sono i fischi per la squadra di Grosso. Ripresa che inizia come peggio non si potrebbe per il Verona perché al 51' su un lancio lungo Silvestri non si intende con Dawidowicz, Murilo non rimane a guardare, porta via il pallone e mette dentro a porta vuota. Grosso inserisce Pazzini per cercare la rimonta e al 70' l'Hellas torna a un solo gol di distanza grazie a Laribi che sfrutta un errore di Gasbarro e da posizione laterale con un gran pallonetto beffa Zima in uscita. Gara quindi riaperta, nel finale un palo per parte. All'85' Pazzini in girata va a centimetri dal pareggio, ma all'88' Raicevic in area calcia forte e rischia di rendere ancora più rotondo il punteggio finale. Un ko fatale per Fabio Grosso che nel post partita è stato esonerato dal presidente dell'Hellas Maurizio Setti.

CARPI-CREMONESE 1-2
La Cremonese di Massimo Rastelli vola e adesso non si preclude nessun obiettivo. A Carpi arriva la terza vittoria consecutiva, che vale il sorpasso a Perugia e Cittadella e soprattutto l'ottavo posto, l'ultimo buono per andare ai playoff. Il primo tempo è avaro di emozioni. È più il Carpi a cercare la via del gol, con Coulibaly su una respinta corta della difesa grigiorossa, con Marsura che, servito da Cissé, impegna Agazzi. Lo stesso Cissé in chiusura di primo tempo si invola verso il portiere avversario, ma Claiton respinge la sua conclusione con un intervento provvidenziale. La ripresa è scoppiettante. Al 50' c'è la traversa di Rolando, che tre minuti dopo aggiusta la mira e segna l'1-0, approfittando di una respinta corta di Agazzi su tiro di Cissé. La Cremonese, che colpisce un palo con Mogos, reagisce, Rastelli cambia volto ai suoi con le sostituzioni: entrano Piccolo e Montalto al posto di Emmers e Carretta. E sono proprio loro due a regalare i tre punti ai grigiorossi. All'80' Piccolo scaglia un sinistro da fuori area che fulmina Piscitelli, all'87' un'azione innocua iniziata da un fallo laterale trova libero Montalto che, da rapace, approfitta di una deviazione per segnare il 2-1. Per il Carpi è notte fonda: ultimo posto e salvezza che si allontana quasi definitivamente.

PERUGIA-CITTADELLA 0-0
Era la grande occasione per il Perugia di Alessandro Nesta: ospitare in casa l'ottava in classifica, ultima iscritta quindi all'ambito club delle partecipanti ai playoff promozione, e trovare la vittoria del sorpasso. Il Cittadella però gioca in Umbria con la consapevolezza dell'altissima posta in palio e scende in campo con un certo nervosismo, che si traduce nella poca lucidità sottoporta e poi nel risultato finale: uno 0-0 che, in virtù della vittoria in extremis della Cremonese, fa male a entrambe le rivali scese in campo al Curi. Il primo vero tiro in porta si registra al 15' e arriva dopo una combinazione tra Melchiorri e Verre, con Paleari che risponde presente. Il portiere del Cittadella si ripete anche nei minuti successivi, intervenendo su due insidiose conclusioni di Rosi. Poi crescono i veneti, con Gabriel che deve uscire di pugno sulla testa di Moncini e poi vede lo stesso centravanti ospite sbagliare l'intervento sul pericoloso diagonale di Benedetti. Moncini prova invano anche una rovesciata, mentre a inizio ripresa è Siega a provare a trovare il gol per il Cittadella. Nell'ultima mezz'ora arrivano occasioni per entrambe le squadre: Paleari è bravissimo su El Yamiq, Gabriel vola sulla bella girata di Moncini. Quindi arrivano tre conclusioni (uno per il Perugia, due per il Cittadella) tutte fuori misura: di Sadiq in contropiede, di Scappini di testa e poi del neoentrato Vido. Nei minuti di recupero è quindi Dragomir a chiudere in maniera provvidenziale su Scappini, ma il Perugia sa di aver sciupato un'occasione colossale per ripresentarsi al tavolo di chi si giocherà l'approdo in serie A.

FOGGIA-SALERNITANA 3-1
Il Foggia batte la Salernitana conquistando tre punti che potrebbero rivelarsi vitali nella non facile rincorsa alla permanenza in serie B. Allo Zaccheria i rossoneri scendono in campo con più fame rispetto a una Salernitana che ora rischia di ritrovarsi coinvolta in una zona playout che sembrava essere a debita distanza fino a poche settimane fa. Padroni di casa in vantaggio al 16', quando Iemmello trova lo spazio per andare al tiro, Micai si oppone ma sulla sua respinta arriva Deli che con caparbietà trova il gol. Passano soli tre minuti e il Foggia raddoppia: ingenua trattenuta di Akpa Akpro in area su Ranieri, l'arbitro concede il rigore che Greco trasforma. Pucino su punizione e Mazzarani, dopo un'azione corale dei granata, sfiorano prima dell'intervallo la rete che riporterebbe in partita la Salernitana e che invece arriva nella ripresa: dopo il mancato 3-0 del Foggia (Mazzeo sbaglia in contropiede) e un bel colpo di testa di Calaiò, è Jallow ad andare a segno al 58' sfruttando un erroraccio di Billong. Passa però solo un minuto e il Foggia ristabilisce le distanze: al 59' infatti arriva la rete di Iemmello, che sbuca tra Pucino e Migliorini e ribadisce in gol uno splendido assist di Deli. Matarese sfiora il poker, ma Micai gli dice di no. Quindi si sveglia la Salernitana, che attacca e tenta il gol dalla distanza con Odjer e Akpa Akpro, ma Leali è bravo a opporsi. Quindi nei minuti di recupero arrivano due conclusioni di Jallow dal limite, senza fortuna. E il tiraccio sopra la traversa di Odjer a pochi secondi dalla fine somiglia a una sentenza: per meritarsi la permanenza in B, la Salernitana dovrà ancora sudare.

COSENZA-VENEZIA 1-1
Il Cosenza conquista aritmeticamente la salvezza con due giornate di anticipo grazie al pareggio casalingo contro il Venezia di Cosmi che invece rimane in una situazione pericolante e dovrà giocarsi tutto nelle ultime due giornate con Pescara e Carpi. Primo tempo su buoni ritmi, Pinato in avvio si rende pericoloso dalla distanza, per i padroni di casa i più vivaci sono Embalo e il solito Tutino che al 44' si candida per il premio di gol più bello del campionato: sul lancio di Palmiero l'attaccante di casa si coordina spalle alla porta in area di rigore e in rovesciata al volo porta in vantaggio il Cosenza, con il San Vito Marulla pazzo di entusiasmo. Nella ripresa il Venezia trova il pareggio di Bocalon al 55' sulla sponda di testa di Modolo, conclusione ravvicinata e così si torna in equilibrio. Seconda parte di gara che però non ricalca i primi 45 minuti, i ritmi sono più bassi, il Cosenza controlla la situazione, mentre il Venezia, nonostante i quattro attaccanti con cui Cosmi chiude la partita, non trova un gol che sarebbe stato fondamentale per il suo campionato.

CROTONE-BENEVENTO 1-0
Il Crotone si conferma una delle squadre più in forma del momento e si tira fuori in maniera forse definitiva dalle paludi di bassa classifica, infliggendo al Benevento una sconfitta che potrebbe pesare moltissimo sulle ambizioni di entrambe le squadre: i pitagorici con questo successo si portano a +5 sulla zona playout, mentre i campani falliscono l'aggancio al Palermo terzo, reduce dal deludente pareggio interno con lo Spezia nel lunch match. Parte bene la squadra di Bucchi, anche se le occasioni più nitide della prima mezz'ora (con Letizia e Coda) arrivano grazie a due conclusioni dalla distanza. Poi, dopo un errore di Cordaz in alleggerimento di cui Letizia non approfitta, i rossoblù si rendono pericolosi in contropiede: Sampirisi va alla conclusione, ma Montipò in due tempi sventa la minaccia. Dopo un'altra colossale occasione per il Benevento, con Coda che arriva sul pallone dopo una punizione di Viola, ma manca la porta, arriva l'episodio che potrebbe costituire la svolta: al 37' Benali si becca il secondo giallo dopo aver steso Ricci e lascia il Crotone in dieci. Nonostante l'inferiorità numerica, però, sono proprio i calabresi ad andare in gol in apertura di ripresa: al 47' Simy raccoglie lo spiovente di Barberis, anticipa Caldirola e con la girata di destro trova un gol tanto bello quanto pesante. Crotone dunque in vantaggio, con il Benevento che ha quasi un tempo per trovare un gol che invece non arriva. Al 54' ci prova Armenteros, che rientra sul sinistro e va al tiro trovando però la risposta di Cordaz. Il portiere di casa dice di no anche alla girata di testa di Coda su calcio d'angolo al 59' e sulla botta di Vokic al 73'. Due minuti dopo potrebbe però addirittura arrivare il raddoppio del Crotone, ma Firenze sbaglia mira sul più bello. Nel finale gli Stregoni attaccano con sempre maggiore rabbia e sempre meno ordine, con lo Scida che diventa una bolgia: Buonaiuto crossa per Coda, che è in leggero ritardo, poi Cordaz arriva per primo su un traversone di Letizia. Caldirola e Buonaiuto non sfruttano i palloni lanciati al centro da Viola e Letizia. Quindi quando Cordaz abbranca l'ultimo pallone diretto verso Coda, arriva l'urlo dello stadio: il Crotone ha vinto, e la permanenza in B è sempre più vicina.

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