BOLOGNA

Bologna, riecco Mihajlovic: "Ho sofferto molto, l'obiettivo era tornare alla normalità"

"Il Venezia farà la partita della disperazione, ma dobbiamo essere spietati. L'Inter voleva vincere con i ricorsi e mi faceva arrabbiare"

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Dopo aver concluso il percorso terapeutico contro la leucemia ed essere tornato ad allenare la squadra in campo, Sinisa Mihajlovic si è presentato in conferenza stampa per parlare della sua seconda degenza in ospedale e della gara col Venezia. "Dal momento che sono rientrato in ospedale, il mio obiettivo è stato quello di tornare alla normalità il prima possibile - ha spiegato il tecnico del Bologna -. Devo dire che questa volta è stato più pesante dal punto di vista mentale perché per il Covid sono dovuto rimanere sempre da solo e ho sofferto molto". "Il Venezia farà la partita della disperazione - ha aggiunto parlando invece della prossima sfida dei rossoblù -. Ma dobbiamo essere spietati e pensare solo a noi stessi e a finire bene la stagione". 

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"Quando mi sono trovato dopo trenta e passa giorni di nuovo in campo è stato bellissimo, ma sono emozioni che purtroppo ho già vissuto - ha continuato Sinisa parlando del suo ritorno alla guida del Bologna dopo le cure in ospedale -. La salute ti fa godere la vita ma la malattia ti fa comprenderne bene il significato e dopo un sacco di tempo persino una passeggiata ti fa rinascere". " La prima volta ricevetti tante visite di amici, cose che danno un senso al percorso e che ti facilitano una permanenza come quella in ospedale. Ma questa volta ho visto mia moglie solo per tre ore in un giorno - ha aggiunto -. La famiglia, grazie alle tecnologie, mi ha dato forza; parlo della mia famiglia di sangue ma anche dei miei giocatori che mi hanno aiutato a passare un tempo che sembrava infinito". "Colgo l'occasione per ringraziare squadra, società, staff, medici e infermieri che mi sono sempre stati vicini. Ormai sono di casa al Sant'Orsola, quando smetterò di allenare farò la guida turistica in ospedale ... - ha proseguito scherzando un po' Mihajlovic -. E' stato brutto ma sono qua e questo è quello che conta". "Io ho tanti difetti ma mentalmente sono sempre stato forte. Ovviamente varia tutto dal periodo che si sta vivendo, e in certe situazioni ci si dà piccoli obiettivi giornalieri che ti possano far superare le difficoltà - ha aggiunto -. Parte tutto dalla testa ed è importante che li non si molli mai, anche se non è semplice. Ci sono stati momenti pesanti anche per me".

Poi qualche considerazione sulla reazione della squadra dopo il suo ricovero. "I giocatori hanno fatto bene e farlo per la seconda volta non era scontato anche al netto del fatto che abbiamo perso alcuni senatori in squadra - ha spiegato -. I ragazzi più esperti che sono rimasti, però, hanno aiutato lo staff tecnico dimostrando che nelle difficoltà si può contare su di loro". "Abbiamo tre partite davanti e dobbiamo fare del nostro meglio per ottenere più punti possibili - ha aggiunto -. Mi farebbe piacere finire bene la stagione anche per dimostrare che squadra siamo a molta gente che non aveva fiducia. Abbiamo vissuto dei momenti difficili quest'anno ma siamo riusciti a trovare un grande equilibrio in noi stessi capendo che lavorando bene potevamo toglierci delle soddisfazioni". "Vedere la squadra tranquilla e serena, che gioca, si prende le sue responsabilità, con giocatori liberi di mente che si divertono - ha proseguito Sinisa -. è la cosa che mi è piaciuta di più dei ragazzi in campo". "La partita più importante? Quella con l'Inter perché sentivo da troppo tempo che questa era partita scontata, che l'Inter voleva vincerla tramite i ricorsi e questo mi faceva arrabbiare - ha aggiunto -. Io amo l'Inter e ho grande rispetto per tutti, compreso per Inzaghi, ma se c'è una cosa che mi dava fastidio era l'atteggiamento che era stato tenuto nei confronti di quella partita. Non dormivo la notte, non volevo che succedesse quello che tutti davano per scontato". 

Poi qualche battuta sulla gara contro il Venezia. "Sarà una partita difficile, anche perché loro giocano in casa e faranno una partita di orgoglio, una partita della disperazione - ha spiegato Sinisa -. Noi sappiamo cosa vuol dire essere disperati dato che lo siamo stati anche noi, e conosciamo i pregi e i difetti di una squadra disperata". "Dobbiamo essere sereni, fiduciosi, tranquilli, e non cadere nel le provocazioni, dobbiamo essere spietati - ha aggiunto -. Domani il Bologna dovrà pensare solo a sé stesso, ringrazio anche i tifosi che domani verranno con noi e che sicuramente ci daranno una mano. Se sarà così avremo molte possibilità di fare risultato".

Quanto alla lotta per lo scudetto, Mihajlovic ha le idee chiare: "Io facevo il tifo per il Napoli, tra Milan e Inter non ho particolari preferenze. Avevo scelto il Napoli perché mi piace il gioco, la passione che mettono in campo e che mette la gente. Se avesse vinto il Napoli avrebbe fatto bene al calcio italiano...". Considerazioni che arrivano anche dopo aver visto lo show di Real e City in Champions. " In Italia siamo ancora molto lontani da quel tipo di gioco, certe squadre fanno un altro sport - ha spiegato Sinisa -. C'è tanta intensità e qualità in campo, si gioca per far un gol in più, non per farne uno in meno, si rischia e ci sono anche tanti più errori individuali: c'è meno tattica che porta un maggiore spettacolo". "Alcuni errori che vedi in Europa in Italia difficilmente li vedi, però proprio per questa intensità le partite diventano belle - ha aggiunto -. Gli arbitri stessi cambiano, tanto che ho chiesto a Orsato perché non arbitra così anche in Italia". "Dipende tutto dalla mentalità, i nostri giocatori si buttano per terra, strillano, il gioco è spezzettato e perde d'intensità - ha continuato il tecnico del Bologna -. Ovviamente paga lo spettacolo. In Italia però, dal punto di vista tattico, il campionato è molto più difficile. Gli stessi giocatori sono molto più preoccupati verso quello che devono fare piuttosto che essere liberi di esprimere le loro qualità".

 

 

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