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Sarri si presenta: "Voglio vincere qui a Bergamo. Ederson? Sarà un pilastro di questa squadra"

Il nuovo tecnico della Dea ha parlato oggi in conferenza stampa: con lui c'era anche il dt Giuntoli

16 Lug 2026 - 15:33
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Inizia ufficialmente l'era di Maurizio Sarri sulla panchina dell'Atalanta. Dopo una stagione chiusa al settimo posto e la separazione da Raffaele Palladino, la Dea ha deciso di puntare sull'ex tecnico della Lazio per tornare a lottare per le posizioni più alte della classifica. 

"Voglio ringraziare la società, sono venuto a Bergamo per la stima dimostrata nei miei confronti. Voglio vedere una squadra che lavora durante la settimana: ho dei ragazzi determinati e voglio che si calino nella mentalità giusta", ha esordito Sarri nella conferenza stampa di presentazione. L'allenatore nerazzurro ha aggiunto: "Mi piacerebbe vincere qualcosa qua, però il viaggio è più bello della meta sotto certi aspetti e spero che questo sia un grande viaggio". 

L'ex biancoceleste si è poi soffermato sul mercato, analizzando anche il mancato passaggio di Ederson al Manchester United: "Ritornerà in squadra. La mia paura era con quale testa il ragazzo potesse rimanere qui con noi, ma ha dimostrato grande voglia di rimanere e sarà un pilastro di questa Atalanta". 

Per quanto riguarda invece l'arrivo di Gaetano, Sarri si è mostrato soddisfatto: "È stato un grande regalo del direttore (Giuntoli, ndr). Poi nel complesso la stagione sarà lunga e ci saranno anche delle alternative in ottica di modulo tipo il 4-2-3-1. Staremo a vedere". 

A proposito di assetto tattico, il tecnico ha parlato anche di difesa: "Valuteremo diverse opportunità, tra cui anche provare Scalvini come centro sinistra o centro destra". In attacco, invece, alte aspettative su Scamacca: "Lui è un centravanti forte, ma sono convinto che abbia le caratteristiche per fare di più. La grande sfida è portarlo al 100 per cento e speriamo anche nella collaborazione del ragazzo". 

Sarri è tornato anche sul suo recente passato biancoceleste: "Io ai tifosi della Lazio posso solo che volergli bene al netto di tutto quello che sia successo. È stata sicuramente un'esperienza formativa, anche se avrei voluto non viverla poi in quel modo. Loro sanno come la penso, sanno che gli sono vicino: mi dispiace per la situazione che stanno vivendo".

Infine, una battuta anche sull'importanza dei Percassi: "Speriamo di non fargli perdere la pazienza (ride, ndr). L'impressione dell'Atalanta è sempre quella di una grande famiglia: anche dall'esterno si percepiva questa cosa. Sono contento che sia stata confermata anche questa cosa dopo che sono diventato l'allenatore di questa società. Obiettivi? Diventare una squadra competiva". 

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