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La notte di gare dell'Nba mantiene lo status quo in classifica. Non steccano i Boston Celtics, che travolgono i rimaneggiati 76ers (117-99), così come Minnesota e Oklahoma: le due migliori squadre a Ovest battono San Antonio (114-105) e Houston (112-95). Sorridono anche i Cavs, che battono Dallas nonostante un Doncic da 45 punti. Vincono gli italiani: Gallinari si sblocca in una Milwaukee dominante, Fontecchio ne fa 17 e i Pistons esultano coi Bulls.
BOSTON CELTICS-PHILADELPHIA 76ERS 117-99
I Boston Celtics si confermano dominanti a Est e, nonostante i Sixers li tengano al 22.7% da tre, dominano in area (64-42 il punteggio) e travolgono i rivali col punteggio di 117-99. Sono i due quarti conclusivi a fare la differenza, dopo il risicato +2 di metà gara: qui i Celtics accumulano tutto il loro vantaggio e consolidano la prima piazza col nono successo consecutivo e uno score di 46-12. Brutto ko per i Sixers, che vengono agganciati dagli Heat e sono quinti in tandem (33-25): nonj bastano i 32 punti di Maxey, sommati ai 16 di Maxey e alla doppia cifra di Payne ed Harris (13), per evitare la sconfitta. Brillano invece le stelle per i Celtics, che si confermano i più forti a Est. Jaylen Brown realizza 31 punti e, insieme a un Tatum da 29 punti e 11 rimbalzi, affonda i rivali: brilla anche Porzingis (23+12), con Holiday a sua volta in doppia cifra a quota 13. Philadelphia non gira senza Embiid e rischia di entrare nei giochi per i play-in.
OKLAHOMA CITY THUNDER-HOUSTON ROCKETS 112-95
Sesta vittoria consecutiva per i Thunder, che dominano nei due quarti centrali e si costruiscono un margine di sicurezza su Houston, sconfitta 112-95 per riagganciare Minnesota in vetta alla Western Conference (41-17). La prova di squadra è ottima per Shai Gilgeous-Alexander e compagni, che approfittano della strepitosa prova del canadese: 31 punti per infliggere l'allungo decisivo dei suoi e dominare la partita, che lo vede ben supportato dai 24 punti di Jalen Williams e dalla doppia doppia di Chet Holmgren (18+13). Serataccia al tiro per i Rockets, con VanVleet e Green che non vanno oltre un 8/28 complessivo e non incidono: i migliori sono Sengun (23+11) e Jabari Smith (18+13), che non riescono ad evitare il ko di Houston. Si consolida così il 12° posto della squadra guidata sul campo dal turco, con uno score di 25-32.
MINNESOTA TIMBERWOLVES-SAN ANTONIO SPURS 114-105
Minnesota risponde a tono ai Thunder e, nonostante l'assenza pesante di Karl-Anthony Towns, sconfigge 114-105 i San Antonio Spurs con qualche brivido solo nel finale. Dopo essersi costruita un margine di +18 nei quarti centrali, infatti, la squadra di casa subisce un parziale di 38-29, che non risulta per sua fortuna decisivo ai fini del successo sui rivali per 114-105. La stella dei T'Wolves è sempre Anthony Edwards, che sbaglia qualche tiro di troppo (13/29), ma chiude ugualmente con 34 punti, 5 rimbalzi e 6 assist per risultare il top-scorer della sfida davanti a Reid (22) e Conley (16). Brilla anche un Gobert da 13 punti e 17 rimbalzi, mentre agli Spurs non bastano le ottime prove di Vassell (21) e Keldon Johnson, sommate ai 17 punti con 13 rimbalzi di Wembanyama, per evitare il ko. Persiste la serie negativa di San Antonio, che incassa la quinta sconfitta di fila ed è ultima a Ovest (11-48), dove guidano Minnesota e Okc (41-17).
CLEVELAND CAVALIERS-DALLAS MAVERICKS 121-119
Un'autentica prodezza da metà campo di Max Strus consegna il successo sul gong ai Cleveland Cavaliers, in un match vissuto interamente punto a punto che si conclude col 121-119 della squadra di casa sui Dallas Mavericks. Doncic e compagni subiscono così una sconfitta pesante nel loro tentativo di risalire la china, con lo sloveno protagonista in positivo e in negativo: Luka è il trascinatore che sfiora la tripla doppia con 45 punti, 9 rimbalzi e 14 assist davanti a Irving (30), ma è anche colui che non marca di fatto Strus nel finale. Da una sua difesa con sufficienza nasce il tiro della sconfitta, che premia l'ottima prova dei Cavs. L'ex Miami chiude con 21 punti ed è il secondo miglior realizzatore alle spalle di Donovan Mitchell, che chiude da trascinatore con 31 punti davanti a Strus e Allen (19), in una squadra che ne porta sei in doppia cifra. Cleveland consolida così il suo secondo posto a Est (38-19), mentre i Mavs restano ottavi a Ovest (33-25).
MILWAUKEE BUCKS-CHARLOTTE HORNETS 123-85
Prestazione dominante dei Milwaukee Bucks, che travolgono una disarmante Charlotte concedendole solo 26 punti a metà gara (+32) e non abbassando la guardia fino ai minuti finali, con un ultimo quarto da 36 punti come unico squillo degli ospiti. Il punteggio finale è un 123-85 che umilia Charlotte e fa esultare una Milwaukee che si conferma terza forza a Est (38-21), coi primi punti di Danilo Gallinari: 8 punti e due rimbalzi per l'azzurro nei 15' giocati. Il top-scorer resta però Giannis Antetokounmpo, che chiude con 24 punti precedendo Lillard (23) e Portis (21), in una prova dominante per i Bucks. Ai rivali non bastano i 17 punti di Miles Bridges, unico a salvarsi nella controprestazione della terzultima forza dell'Eastern Conference: 15-43 lo score degli Hornets.
NEW YORK KNICKS-NEW ORLEANS PELICANS 92-115
I Pelicans approfittano delle assenze a pioggia dei Knicks, che devono fare a meno anche di Brunson e Hartenstein, per ottenere una vittoria che diventa nettissima nell'ultimo quarto, quando un parziale di 41-25 disegna il successo degli ospiti per 115-92. Treu Murphy III è il top-scorer dei suoi con 26 punti e 7 rimbalzi, precedendo le ottime prove di Ingram (24) e Zion Williamson (21), decisivi per riportare New Orleans al quinto posto con uno score di 35-24 nella Western Conference. Donte DiVincenzo (23) e Bojan Bogdanovic (20) non bastano ai Knicks, che trovano anche i 15 punti di Achiuwa e la doppia doppia (15+10) di Josh Hart, ma vengono sconfitti. New York è dunque quinta a Est, 35-24 il suo score dopo il netto e vigoroso calo nei minuti conclusivi.
ORLANDO MAGIC-BROOKLYN NETS 108-81
Prestazione travolgente degli Orlando Magic, che non lasciano scampo ai Brooklyn Nets, autori di una prova sottotono, che li vede scivolare sul -14 a metà gara e riecheggiare quella prestazione nella ripresa. Senza Banchero, i padroni di casa ottengono comunque un netto 108-81 che porta il marchio dei fratelli Wagner: Franz tira a 8/11 dal campo chiudendo con 21 punti e precede il fratello Moritz, che si ferma a quota 16 uscendo dalla panchina. Alle loro spalle vanno in doppia cifra Anthony e Fultz (12), così come Wendell Carter Jr. (10), mentre nei Nets si salvano solo Schroder (15) e Watford (14). Gli ospiti tirano al 39.2% dal campo e 25.8% da tre, con Bridges che si ferma a quattro punti ed è l'emblema della controprestazione dei suoi. Orlando aggancia Indiana al settimo posto nell'Eastern Conference (33-26), dove i Nets restano in 11a posizione (22-36).
WASHINGTON WIZARDS-GOLDEN STATE WARRIORS 112-123
I Warriors cambiano marcia nel terzo quarto e indirizzano definitivamente la sfida contro i Washington Wizards, capovolti con un parziale da 38-17 che risulta decisivo per il successo finale. A nulla servono i tentativi di rimonta di Washington, che esce sconfitta per 123-112 tra le mura amiche e assiste all'esultanza di Golden State, nella serata in cui si rivede Chris Paul (9 punti) dopo ventuno gare di stop. Klay Thompson brilla da sesto uomo con 25 punti in 27 minuti, precedendo Kuminga (21) e Curry (18) nel successo dei suoi, mentre Kyle Kuzma non riesce ad evitare la sconfitta dei Wizards. Quest'ultimo è il top-scorer con 27 punti e 12 rimbalzi, precedendo Kispert e Bagley III (20) in una serata che vede brillare anche un Jones da 14 punti e 17 assist, ma arriva l'ennesimo ko. Sono dodici le sconfitte di fila per Washington, che viene agganciata dai Pistons (9-49) ed è ufficialmente ultima a Est, con un Poole sottotono da 12 punti contro la sua ex squadra. Golden State sale invece al nono posto a Ovest (30-27).
ATLANTA HAWKS-UTAH JAZZ 124-97
La seconda partita senza Trae Young porta alla seconda vittoria consecutiva per gli Atlanta Hawks, che si portano sul +20 nel terzo quarto e non si voltano più indietro, sconfiggendo Utah con un netto e perentorio 124-97. Domina Jalen Johnson, che tira al 9/14 dal campo chiudendo con 22 punti e 13 rimbalzi, in una serata che lo vede precedere Hunter (20) e Bogdan Bogdanovic (19) nello score. Buone prove anche per Dejounte Murray, autore di 17 punti e 11 assist, e Bey (16) nel successo di Atlanta, che consolida la sua decima posizione a Est (25-32). Markkanen (11) stecca e i Jazz affondano nella trasferta in Georgia, col solo Sexton (22) che rispetta le attese. Prova irriconoscibile di Utah, che sembra aver perso qualcosa in termini di compattezza con l'addio di Fontecchio e scivola indietro in classifica: ora è undicesima nella Western Conference, 27-32 il suo score.
PORTLAND TRAIL BLAZERS-MIAMI HEAT 96-106
Miami ritrova Jimmy Butler e Terry Rozier, conquistando il quinto successo consecutivo e passando a Portland grazie a un terzo quarto d'autore, che consente agli Heat di effettuare il sorpasso col parziale di 34-20 e poi ultimarlo nell'ultimo periodo, decisivo per il successo (106-96) sui rivali. Non bastano i 26 punti di Anfernee Simons ai padroni di casa, che perdono Ayton (12+10) per infortunio e non riescono a tenere il ritmo dei rivali: Jerami Grant ne fa 24 e Toumani Camara vola in doppia doppia (17+10), ma arriva la nona sconfitta consecutiva. Brillano invece gli Heat, che trovano 22 punti e 9 assist da JImmy Butler e 19 punti da Scary Terry Rozier: il duo precede Robinson (17) e Adebayo (13), che sfiora la doppia doppia con 9 rimbalzi. Miami aggancia i Sixers al quinto posto (33-25) nell'Eastern Conference, mentre i Blazers restano penultimi a Ovest (15-42).
CHICAGO BULLS-DETROIT PISTONS 95-105
I Pistons giocano una ripresa dalla grande intensità e ribaltano il risultato contro Chicago, che aveva chiuso sul +5 a metà gara e viene sconfitta con un parziale di 55-40 nella ripresa e il punteggio conclusivo di 105-95 a favore degli ospiti. Si ferma a sei la striscia di sconfitte consecutive per Detroit, che ha in Simone Fontecchio l'elemento che spariglia le carte: coach Monty Williams lo inserisce dalla panchina e l'azzurro risponde presente con 17 punti, 3 rimbalzi e un assist in 21', tirando 5/9 da tre. Il top-scorer dei suoi (e della gara) è comunque un Cade Cunningham da 26 punti, in una serata che vede i Pistons portarne sei in doppia cifra, con Ivey (15) e Duren (14+10) positivi, e abbandonre l'ultimo posto in solitaria. Detroit aggancia infatti i Wizards con lo score di 9-49, creando un duo in fondo all'Eastern Conference. Restano noni, nonostante il ko, i Chicago Bulls (27-31): ai padroni di casa non bastano i 25 punti di DeRozan e Vucevic, che vi aggiunge 10 rimbalzi, così come la buona prova di Drummond (20+11). Il calo nel finale costa la sconfitta.