Victor Wembanyama MVP, Cameron Boozer miglior giovane ed Ajay Mitchell sesto uomo dell'anno. Sono solo alcuni dei nomi papabili per gli NBA Awards 2026/27. La lista dei premi comprende anche il Difensive Player of the Year, dove Wemby rimane il favorito, il MIP (giocatore che è migliorato di più rispetto alla passata stagione), il Clutch Player of the Year e il Coach of the Year. Ma quali sono i cestisti con più probabilità di portarsi a casa un premio? Gli scenari sono tanti e molto dipenderà dai possibili infortuni e dall'andamento delle franchigie nel corso dei prossimi nove mesi.
Difficile pensare che l'NBA decida di consegnare il terzo Most Valuable Player di fila a Shai Gilgeous-Alexander. Stanotte il canadese ha rinunciato alla sua striscia di 141 partite consecutive con almeno 20 punti, facendo intendere che il suo primo e unico obiettivo è l'anello. The Alien diventa così il candidato più appetibile insieme a Luka Doncic, star Los Angeles Lakers. Il lungo francese, reduce dalle prime Finals in carriera, milita nella squadra più forte della Lega, i San Antonio Spurs, ed è considerato a oggi il miglior giocatore del mondo. Sullo sloveno, invece, i dubbi sono legati alla sua tenuta fisica e alla competitività dei gialloviola in regular season. Una sfida tutta europea, dunque, quella tra i due fenomeni del basket americano.
Se per l'MVP la guerra è aperta, per il DPOY non ci sono dubbi. Wembanyama punta al back-to-back, col rischio (si fa per dire) di iniziare un ciclo decennale visto la sua giovane età. Il 22enne non ha rivali, o quasi. L'unico che potrebbe anche solo impensierirlo è Scottie Barnes dei Toronto Raptors, che in coppia con Kawhi Leonard forma un duo di esterni difensivi difficili da battere. Rimanendo a Est, l'allenatore dell'anno potrebbe essere Rick Carlisle, coach dei Pacers, tornati in auge dopo un anno di purgatorio a causa dell'infortunio del loro go-to-guy, Tyrese Haliburton. Col suo ritorno in campo, le speranze di Indiana crescono esponenzialmente visto che la squadra è rimasta pressoché la stessa che ha perso in Gara-7 le Finals contro i Thunder.
Il miglior giovane della stagione, mai come quest'anno, potrebbe rivelarsi la predizione più complicata da fare. Cameron Boozer è apparso il più maturo e pronto in preseason con Memphis, tuttavia alle sue spalle scalpitano diversi rookie: da Darryn Peterson degli Utah Jazz a Caleb Wilson dei Chicago Bulls, passando per first pick AJ Dybantsa. L'altro award, quello più incerto per antonomasia, è il Six Player of the Year. Prima di tutto bisognerà capire se Dylan Harper, rising star degli Spurs, partirà dalla panchina oppure piano piano si prenderà un posto in quintetto al posto dello strapagato De'Aaron Fox. In quel caso l'outsider diventerebbe in maniera automatica Ajay Mitchell di OKC, con Payton Pritchard dei Celtics sullo sfondo.
Per la serie "Premi impossibili da assegnare a ottobre", Amen Thompson, fresco di rinnovo da 208 milioni di dollari in cinque anni con gli Houston Rockets, è pronto a prendersi maggiori responsabilità in attacco quest'anno e trascinare i texani insieme ad Alpheren Sengun verso le vette della Western Conference. Il titolo di Most Improved Player potrebbe andare a lui. Infine, se dici Clutch Player of the Year pensi subito a Jalen Brunson, MVP delle Finals con i New York Knicks, cestista tra i più decisivi nei quarti periodi degli ultimi anni e leader di una franchigia che non vinceva l'anello addirittura da 53 anni.