ATLETICA

Bolt e Gout: il confronto inevitabile (con tutte le cautele del caso)

Dopo il sensazionale crono realizzato sui 200 metri da parte del giovanissimo velocista australiano, si moltiplicano i paragoni con il giamaicano, l'uomo più veloce della storia

di Redazione Sprintnews
13 Apr 2026 - 15:17
 © Colombo/Getty Images

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Gout Gout, il 18enne fenomenale velocista australiano di origini sud-sudanesi, ha sbalordito il mondo nella giornata di ieri grazie al sensazionale crono di 19"67 realizzato nei 200 metri dell’ultima giornata dei campionati australiani, a Sydney, grazie al quale ha migliorato nettamente il suo precedente primato australiano di 20"02, realizzato a Ostrava l'anno scorso e, secondo varie fonti, avrebbe anche ottenuto il nuovo record mondiale under 20, riportando il precedente 19”69 realizzato il 26 giugno 2022 dello statunitense Erriyon Knighton a Eugene, ma in realtà sull'unica fonte attendibile rappresentata dal sito di World Athletics, risulta che lo stesso velocista USA corse in 19"49 il 12 aprile precedente a Baton Rouge.

A prescindere in ogni caso dal fatto che il crono di ieri di Gout possa essere o meno il nuovo primato del mondo under 20 sui 200 metri, rimane un tempo mostruoso, con cui si è migliorato di ben 35 centesimi, ed è meglio di 26 centesimi rispetto al 19"93 che fece alla sua stessa età di 18 anni, il giamaicano Usain Bolt, la leggenda assoluta dell'atletica mondiale di tutti i tempi, l'uomo i cui record del mondo su 100 e 200 metri, 9"58 e 19"19, sembrano ancora oggi inavvicinabili.

Inevitabile, quindi, che si siano scatenati i raffronti tra i due velocisti, peraltro come avvenne quando Knighton alla stessa età di 18 anni e 3 mesi di Gout corse in 19"49, ricordando peraltro come il velocista statunitense, ora 22enne, stia scontando dal 2024 una squalifica per doping che scadrà nel 2029.

Ma è davvero il caso di accostare adesso Gout a Bolt?

Sì, ma con estrema prudenza e analizzando alcuni dati molto importanti che partono proprio dal risultato eclatante di ieri, ottenuto tra l'altro in una giornata in cui il giovanissimo talento aveva corso anche le batterie in un ottimo 20"11, ma quello che lascia leggermente perplessi è la prestazione del secondo classificato con il tempo di 19"88, il 22enne velocista ovviamente australiano Aidan Murphy, sicuramente non uno dei nomi di spicco della velocità mondiale, con un personale di 10"23 sui 100 metri realizzato in stagione a febbraio, ma con uno sui 200 metri prima di ieri di 20"41 del 2022, mentre l'anno scorso non aveva fatto meglio di 20"52.

Murphy ieri si è quindi migliorato di 53 centesimi rispetto al suo personale di quattro anni fa e di 64 rispetto al miglior crono dell'anno passato, questo dicono i riscontri ufficiali a cui ovviamente non si può che inchinarsi, ma è impossibile non avere qualche dubbio, nonostante ci fosse un vento regolare di +1,7.

Un altro dato che suscita qualche perplessità sul tempo ufficiale, salvo successive verifiche, attribuito ieri a Gout, sta invece nel raffronto con la sua precedente gara del 28 marzo a Melbourne, quando nel meeting inaugurale di Continental Tour Gold, fu secondo nei 200 metri in 20"43 superato dal connazionale Lachlan Kennedy primo in 20"38, pur con un vento contro di -0,7, e una forte pioggia durante la gara, ma la differenza di crono è veramente notevole in sole 2 settimane.

Il paragone tra Gout Gout e Usain Bolt, è quindi legittimo più che per quanto registrato ieri, per le potenzialità varie volte dimostrate dal giovanissimo australiano di origini sud-sudanesi, ma rimane oggi più una suggestione che una realtà, senza entrare oltretutto nel merito delle chiodate da corsa attuali molto più performanti rispetto a quando gareggiava il giamaicano, per cui è forse pensare a lui come a un talento straordinario, che però ha appena iniziato a scrivere la propria storia, senza creargli troppe pressioni la cui peggiore è proprio quella di accostarlo alla leggenda dell'atletica mondiale di tutti i tempi.