MotoGP, ad Assen la metamorfosi di Marquez

Nessun rischio per lo spagnolo, che adesso ha abbozzato la fuga nel Mondiale

di LUCA BUDEL

Marquez (IPP)

La metamorfosi si è compiuta. Assen ha segnalato la trasformazione definitiva di Marc Marquez da cicala a formichina operosa. Sotto il diluvio olandese MM93 ha ridotto al minimo il margine di rischio sia nella prima che nella seconda e decisiva frazione della corsa. Chi avrebbe mai scommesso un euro fino a pochi mesi fa su questa cautela? Fuori Pedrosa, fuori Rossi, con Lorenzo in crisi a centro gruppo, Marc ha messo in moto i suoi neuroni, considerando che era perfettamente inutile andare alla caccia di Miller, in una domenica dalla congiunzione astrale favorevole.

20 punti bastano e avanzano per fare la differenza, per l’accenno di fuga nel mondiale. Aggiungiamo che Marquez è l’unico dei fantastici quattro ad aver sempre chiuso in zona punti, compresa la piazza 13 strappata con i denti dopo la caduta di Le Mans. In questa modalità, più propensa alla riflessione e al calcolo, Marquez deve mettere più paura alla concorrenza rispetto al passato, quando sembrava un marziano pronto a buttarsi in ogni curva dimenticandosi dell’esistenza di un domani. Ora tocca agli altri rischiare per andare a riprenderlo. A Lorenzo, staccato di 24 punti, a Rossi, che in Olanda ha accarezzato il sogno, che di punti ne deve recuperare 42.

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