Champions, Agnelli: "Qualche riflessione sul designatore Collina e la sua vanità va fatta"

Il presidente della Juve: "È evidente che il processo di accelerazione del Var in Champions e in Europa League debba essere portato avanti e io ci proverò"

Champions, Agnelli: "Qualche riflessione sul designatore Collina e la sua vanità va fatta"

Pacato, ma deciso. Arrabbiato, ma lucido. Andrea Agnelli incassa l'eliminazione dalla Champions della sua Juve, frutto di un rigore concesso al Real al 93', e chiarisce immediatamente la posizione del club bianconero: "È evidente che il processo di accelerazione del Var in Champions e in Europa League debba essere portato avanti e io ci proverò". Meno morbido il giudizio su Pierluigi Collina: "Oggi ci sono tanti Paesi che hanno implementato la Var, penso a tanti episodi che hanno penalizzato le squadre italiane. Qua si tratta di andare avanti dopo avere ampiamente meritato, non di vincere o di perdere. Qualche riflessione sul designatore (Pierluigi Collina, n.d.r.) e sulla sua evidente vanità va fatta, un designatore che ha una responsabilità così alta va cambiato".

E ancora: "Guardo gli episodi delle squadre italiane in questa stagione europea. Abbiamo la tecnologia per evitare questi errori, in qualsiasi stadio. Se la difficoltà è quella di istruire gli arbitri di tutte le Federazioni, allora ne stacchiamo una parte e gli facciamo un corso veloce perché gli strumenti li abbiamo e vanno utilizzati".

Agnelli non fa sconti a nessuno: "Perché l’UEFA è contraria alla VAR? Non è contraria, ha un problema tecnico che va risolto. Nelle partite estive, quelle dei playoff ci sono arbitri di tutte le Federazioni e non in tutte le Federazioni la VAR è stata introdotta ma almeno epr le gare dai gironi bisogna portarla in tutte le Federazione per eliminare gli arbitri di porta e mettere le persone dietro uno schermo. Bisogna preparare velocemente gli arbitri perché noi ci siamo preparati per giocare qui e l’abbiamo fatto. Anche gli arbitri devono prepararsi con gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi".

Alla beffa del rigore si è aggiunta quella per l'espulsione di Buffon: "Cosa hanno detto i ragazzi nello spogliatoio dopo il rigore e il rosso a Buffon? Che l’arbitro non ha saputo gestire la situazione. E’ un infortunio e ci sta, sbagliano tutti e questo arbitro è andato in confusione, ha preso una decisione sbagliata e ne ha presa una seconda eccessiva. Un arbitro di questo livello deve aver guardato la gara d’andata, deve conoscere il contesto e le scelte prese nella gara d’andata, come il rosso eccessivo a Dybala. Spiace, rimane la prestazione dei ragazzi, rimane la consapevolezza che le rimonte si possono fare, l’Europa è questa, le partite sono diverse e gli episodi a volte sono favorevoli e a volte meno. I momenti vanno capiti e qui l’arbitro non ci ha capito proprio niente. Se ho già parlato col delegato UEFA? Queste sono leggende metropolitane, per cortesia si saluta l’arbitro prima e dopo la gara e questo la fa sempre Marotta. L’arbitro riguardando le immagini sarà la persona più triste questa sera: sarà quello che andrà a casa più dispiaciuto di tutti perché gli arbitri non sono felici di sbagliare. Arbitro troppo giovane?No, io sono diventato presidente della Juventus a 33 anni, alla sua stessa età. Non è una discriminante questa, gli arbitri europei sono tutti di qualità. Sergio Ramos a bordo campo da squalificato? No, non cambia niente, poi in quel punto poteva starci. Io da difensore gli faccio i complimenti. Voglio fare in bocca al lupo alla Roma e alla Lazio perché è importante che le nostre squadre vadano avanti in Europa”.

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