La visita a Milano, poi le sedute al JMedical per il ginocchio: l'ultimo mese di Sinner dal trionfo alla dolorosa rinuncia
Il blitz nella clinica specializzata poi sedute di fisioterapia e onde d'urto fino al summit con i coach e il no agli Us Open
Dal trionfo-bis a Wimbledon alla dolorosa rinuncia agli Us Open, che lo costringerà a rimandare la sfida con il rivale Alcaraz, al rientro dopo il lungo infortunio proprio nell'ultimo Slam della stagione. Un mese complicato quello del numero uno del tennis mondiale Jannik Sinner: le vacanze in Sardegna con la fidanzata Laila, il ritorno a casa a Sesto Pusteria e i giorni di relax a Montecarlo poi il 4 agosto l'inatteso blitz milanese nello studio del professor Melegati, specialista in riabilitazione e medicina dello sport: colpa di un dolore al ginocchio destro e un'infiammazione che non passa. Era il 29 giugno quando Sinner fece correre a tutti i suoi appassionati un grande spavento per quella caduta con torsione del ginocchio innaturale nel primo turno di Londra contro Kecmanovic. Le gambe si girarono quasi come un compasso e Jannik si lasciò andare a un urlo, rimanendo a terra qualche secondo. L'azzurro si è ripreso, proseguendo quella cavalcata che lo ha portato al secondo titolo a Wimbledon, battendo Alexander Zverev in finale. Era il 12 luglio, Jannik non è più tornato in campo.
Da allora i viaggi al JMedical di Torino, almeno quattro, per sedute di fisioterapia e onde d'urto al ginocchio, intervallate da sedute di allenamento per testare la tenuta dell'articolazione. Il 9 agosto la rinuncia al torneo di Cincinnati dopo quello di Montreal. Il 17 agosto, giorno dopo il suo 25° compleanno, l'altoatesino arriva in auto a Torino per sottoporsi a nuovi esami specialistici al JMedical. Oltre agli accertamenti clinici, Jannik sostiene una sessione di allenamento a porte chiuse sui campi al coperto del Circolo della Stampa Sporting, dove si prepara durante le ATP Finals. Ma i dubbi crescono: giorni di silenzio poi - come riporta il Corriere della Sera - la riunione con i coach Vagnozzi e Cahill già negli Stati Uniti, per comunicare la rinuncia agli Us Open.