Federica Brignone, chi è il nuovo fidanzato James Mbaye? Tutto merito di uno spot
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Le parole della Brignone alla vigilia della ripresa della Coppa del Mondo: "Se scio, il giorno dopo zoppico. Scambierei i due ori per tornare a prima dell'infortunio"
E’ in uno dei posti che ama di più, Andorra, sede del weekend di gare di Coppa del Mondo che scatta domani con la discesa. E Federica Brignone non voleva mancare all’appuntamento, nonostante il dolore continuo e persistente. "Se scio al mattino, come ieri, poi zoppico per tutto il giorno. Il dolore fa la differenza in tutto ciò che faccio, e sono stufa di stare male - racconta Fede, doppio oro a Milano-Cortina 2026 nel SuperG e nel gigante -. Sono stata tre giorni al JMedical, ho fatto i test, e ho deciso di venire qui”.
Sarebbe stato facile prendersi giorni di vacanza e di svago dopo il traguardo raggiunto, impensabile dieci mesi fa nei momenti dell’infortunio agli Italiani. “Dopo i Giochi sono stata nel vortice, tre giorni a Milano con gli sponsor, ma anche a vedere l’hockey, cinque lavatrici in 24 ore, una manciata di ore con le mie amiche a La Salle e basta”.
La felicità negli occhi per quanto realizzato: “Sono contenta di essermi fidata delle mie sensazioni, di aver vinto una sfida in cui era difficile credere, è stato bellissimo, ma credetemi se vi dico che scambierei le due medaglie d’oro con il tornare a prima dell’incidente”. E sulle voci di ritiro: “Non ho ancora il sentimento di smettere, sono solo stufa di convivere con il dolore. Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h. Sono consapevole che si tratta di un danno permanente e che dovrò conviverci: il nostro corpo si abitua a tutto e con il passare degli anni migliorerà, ma la lesione resta per la vita. Se non miglioro fisicamente difficilmente mi vedrete l'anno prossimo”.
Ogni decisione rimandata alla fine della stagione quando sarà tempo di vacanza, nella tranquillità che adesso il frastuono olimpico non consente. In quell’isolamento che Fede conosce, che tanto l’ha aiutata nei mesi del recupero. Quando solo lei credeva al miracolo.
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