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Transvulcania Ultramarathon, l’ora di Ragna

Dopo il successo alla Marathon des Sables, la campionessa “overall” in carica vince la sua sua seconda “classica” in un mese

di STEFANO GATTI
Transvulcania Ultramarathon, l’ora di Ragna

Ragna Debats non smette di stupire: il titolo overall delle Skyrunner World Series 2018 (vinto al maschile da Kilian Jornet, tanto per dire) non ha soddisfatto la sua fame di vittorie. Olandese di nascita, catalana per amore (dell’altrettanto vincente skyrunner Pere Aurell), Ragna ha messo a segno un bellissimo successo nella Transvulcania Ultramarathon di La Palma, la più occidentale delle Isole Canarie.

Settantaquattro chilometri di sviluppo per 4350 di dislivello positivo, la Transvulcania era il terzo appuntamento del calendario iridato ma soprattutto la prima “Supersky Race” che, rispetto alle sky “normali” (come la Mt. Awa in Giappone e la Yading in Cina che hanno dato il via alla serie) assegna punteggio doppio. Sul traguardo, che ha raggiunto dopo otto ore e nove minuti di gara, stremata ma subito rigenerata dall’accoglienza del compagno e della loro figlia, la Debats (Team Merrell) ha staccato di sedici minuti la francese Anne-Lise Rousset (Oxsitis-Oslo) e di ventisei Megan Kimmel: in pratica restituendo alla statunitense il distacco da lei subito in Cina …!

Kimmel conserva il comando della generale con 320 punti, ma Ragna (che un mese fa ha vinto la Marathon des Sables marocchina, ottocento chilometri ad est delle Canarie) la insegue ora in seconda posizione a quota 280 mentre la regolarissima – e per questo temibile - Rousset è terza a 202. Scende in quarta posizione la nostra Elisa Desco che sulle rocce vulcaniche culminanti nei 2426 metri del Roque de Los Muchachos (il punto più elevato di La Palma) non è andata oltre la sesta piazza. Peggio è andata – per una volta – al suo compagno Marco De Gasperi, costretto al ritiro ancor prima di metà gara, proprio come il giapponese Ruy Ueda, vincitore della gara d’apertura delle World Series, sulle montagne di casa. Della durissima selezione iniziale e del parziale cedimento di Petter Engdahl (Team Salomon) ha approfittato l’outsider Thibaut Gallivier (Hoka One One) che ha chiuso la prova in sette ore e 11 minuti, tre minuti abbondanti in meno del russo Dmitry Mityaev (Adidas Terrex)e dieci e mezzo in meno dello stesso Engdahl.

Per una classifica generale che vede balzare al comando proprio Gallivier con 200 punti contro i 190 di Jonathan Albon (VJ Sports Gore) ed i 160 della coppia formata da Mityaev e dall’ex leader Oriol Cardona (Dynafit), che aveva chiuso in seconda posizione entrambe le prove in Estremo Oriente. C’è pochissimo tempo per rifiatare: con la Transvulcania le World Series sono infatti entrate nella fase più intensa del calendario ed arrivano (finalmente!) sulle Alpi, facendo tappa domenica 19 maggio in Francia per la Skyrace des Matheysins: prova relativamente breve (27 chilometri) ma molto impegnativa, con i suoi duemila metri di dislivello.

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TRANSVULCANIA ULTRAMARATHON

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