L'ANALISI

Italia, in attacco manca qualcosa. Azzurri ancora in cerca di continuità sotto porta

Un gol nelle ultime due partite sono un campanello d'allarme, ma il ct Mancini è tranquillo: "Ci serve solo più lucidità"

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"Segnerai il gol decisivo contro la Polonia e questo vale per tutti i nostri attaccanti, forza Italia!" Il tweet del Ct azzurro Roberto Mancini non lascia dubbi sulla sua fede nelle qualità offensive di Ciro Immobile, l'attaccante più rappresentativo della nazionale rimasto secco nella sfida di Nations League contro l'Olanda. Un modo per spronare non solo il bomber della Lazio ma tutta la squadra in vista delle prossime sfide. Anche Immobile ha scelto Twitter per ringraziare il tecnico per la fiducia mostrata, a riprova di un sodalizio tra i due mai in discussione. Certo, istruire un processo agli azzurri in questa fase è quantomeno prematuro, ma è indubbio che una sola rete nelle ultime due uscite di Nations League rappresenti un bottino troppo magro per una squadra che, se da una parte pare aver trovato un buon equilibrio tattico, dall'altra ha l'obbligo di risolvere una moria realizzativa che alla lunga potrebbe precluderne il cammino. 

Sul banco degli imputati è finito proprio lui, Ciro Immobile. Scarpa d'oro nella scorsa stagione, una macchina da gol con la Lazio, ma che con la Nazionale pare vivere un rapporto di amore e odio. Impossibile imputare al bomber di Torre Annunziata una mancanza d'impegno, dimostrato nella corsa e nella generosità nell'andare a prendersi il pallone anche lontano dalla porta. Nella vita di un attaccante, però, il gol rappresenta il pane quotidiano, l'elemento essenziale che ne condiziona l'umore e lo spirito, oltre che i risultati della squadra. 

Il dualismo e lo spauracchio di una staffetta con Andrea Belotti di "valcareggiana" memoria non sembrano aiutare la causa. Dal canto suo, Immobile non perde un grammo della propria determinazione, palesata anche sui social con una citazione del maratoneta Dean Karnazes postata sulle stories del proprio profilo Instagram: "Corri quando puoi, cammina quando devi, striscia se serve, ma non mollare mai". 

Nel secondo tempo Mancini ha inserito anche Moise Kean passando a un modulo 3-5-2, a dimostrazione delle variabili tattiche a disposizione del commissario tecnico. La rete del 2-1 non è comunque arrivata e ad approfittarne è stata la Polonia, che battendo la Bosnia si è portata in vetta al girone A. La stessa Polonia che gli azzurri riaffronteranno il 15 novembre, con l'obiettivo di portare a casa i tre punti e ritrovare quella continuità in attacco che rappresenterebbe la perfetta quadratura del cerchio tattico disegnato dal ct jesino. 

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