Aprilia si coccola Fernandez, lo spagnolo merita una promozione?
Il pilota del team satellite Trackhouse semina certezze (proprie) e dubbi (altrui) al via del Mondiale
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Un Gran Premio non fa (ancora) primavera, ma a Buriram - dominio Aprilia a parte - abbiamo visto scorci di futuro pronti a farsi presente. La controprova già tra un paio di domeniche in Brasile. Intanto, scorrendo la classifica della prima tappa iridata non si può fare a meno di notare come nella top five quasi per intero monopolizzata dalle RS-GP di Noale il "cliente" Raul Fernandez sia comodamente davanti all'ufficiale Jorge Martin e come lo sia stato per due volte in due giorni (Sprint e GP) anzi tre, mettendo nel conto la qualifica che permesso al venticinquenne madrileno di scattare dalla prima fila in entrambe le gare del fine settimana thailandese. Alla sua quinta stagione in MotoGP (rookie season in KTM Tech3 nel 2022, poi Aprilia), Raul ha vinto lo scorso anno il suo primo GP a Phillip Island, in un certo senso chiudendo (speriamo solo per ora) la storia di Phillip Island. Un ragazzo umile ma tutt'altro che arrendevole, un pilota paziente ma determinato e ormai pronto per il salto di qualità, o per meglio dire pronto per essere messo alla prova: da Aprilia ovviamente. Peccato (per lui e per i suoi estimatori, destinati a crescere per numero) che sulla sua strada ci sia Francesco Bagnaia. Insieme a Bezzecchi, Pecco formerà nel 2027 un suggestivo ma anche rischioso binomio tutto italiano in casa Aprilia. Rischio che consiste anche nella possibilità che nel 2027 (come tra l'altro ha fatto in Thailandia con Martin) Fernandez possa dare continuativamente del filo da torcere ai piloti ufficiali della Casa veneta. Senza nulla togliere a Bagnaia, alla sua sete di rivincita lontano dalla Ducati e alle sue indubbie capacità di soddisfarla), viene da pensare che il vero lancio in avanti sarebbe l'ingaggio di un pilota ancora in ascesa in termini di potenziale da mettere in pista. È oggettivamente presto per dire se Raul possa diventare un anti-Marquez in qualche modo "alternativo" ad Acosta, che peraltro nel 2027 vestirà gli stessi colori del Cannibale. Ma se Raul è la rondine, quanto è ancora lontana la primavera?