Milan: l'emergenza prelude a un gennaio rivoluzionario, arriverà un giocatore per ruolo

A centrocampo piace Paredes ma Denis Suarez è il favorito, in difesa prima scelta Rodrigo Caio

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Sarà un gennaio estremamente caldo per Leonardo e Maldini, che non possono fermarsi a neo-sposo Paquetà per rinforzare il loro Milan in ottica lotta Champions. Qualche limite tecnico e numerosissimi infortuni soggetti a lungodegenza costringono il club rossonero a puntare - come minimo - un obiettivo in ogni ruolo. Il tutto facendo i conti anche con il fair play finanziario che resta un peiricoloso deterrente. Ma se si è trovata la formula giusta per Paquetà, si possono trovare le giuste contromisure anche per completarsi negli altri settori. Vediamo come. 

SOGNO PAREDES, REALTÀ SUAREZ 
Il lungo stop di Biglia ha lasciato in mutande un settore che già all'inizio della stagione forse necessitava un arricchimento. Il primo nome sulla lista della spesa di Gattuso è quello più logico: Leandro Paredes, regista ex Empoli ed ex Roma, oggi allo Zenit San Pietreoburgo. Pur non essendo considerato titolare inamovibile, però, l'argentino viene valutato 30 milioni dal club russo, poco disposto a fare sconti. La soluzione può essere un eventuale prestito con diritto o obbligo di riscatto, ma anche qui lo Zenit fa fatica a sentirci. Ci sono dunque delle piste alternative. Quella più credibile porta a Denis Suarez, 24 anni, mediano del Barcellona inseguito a lungo dal Napoli in passato, soprattutto ai tempi di Sarri. Suarez quest'anno ha giocato zero minuti in Liga e zero minuti in Champions League, una sola presenza ufficiale in Copa del Rey contro la Cultural Leonesa. Tra lui e Valverde deve essere una questione personale, ma il club potrebbe pensare di rivalutarlo dandolo in prestito a una squadra prestigiosa come il Milan. L'occhio di Leo e Paolino è anche su Stefano Sensi, regista del Sassuolo appena chiamato in Nazionale. I rapporti con il club neroverde sono ottimi, la dilazione può prendere forma. Senza dimenticare che per la prossima stagione il Milan sta cercando di chiudere con Aaron Ramsey in scadenza di contratto con l'Arsenal e questo potrebbe rendere più percorribile per l'immediato la strada di un prestito secco (Suarez appunto). 

BENATIA PER STARE AL SICURO 
Anche l'infortunio di Musacchio contribuisce all'emergenza difensiva che già era scattata con il lungo stop di Caldara. Qui la soluzione sarebbe a portata di mano: Medhi Benatia ha detto chiaramente di voler lasciare la Juventus perché la panchina a 31 anni gli pesa troppo. Dal club bianconero potrebbe esserci un gesto, per così dire, di fair play, dopo l'estenuante trattativa estiva. Prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni potrebbe essere la formula giusta. Più o meno la stessa cifra che il San Paolo chiede - ma subito - per vendere il suo difensore Rodrigo Caio, pupillo di Leonardo e obiettivo in passato anche della Lazio. La necessità di un pagamento immediato per Rodrigo Caio fa sì che Benatia sia la soluzione più percorribile. 

TRA IBRA E PATO 
Il solito Ibrahimovic passa le giornate a divertirsi quando parla del suo futuro. A Los Angeles ci sta poco volentieri, guadagna poco e non vince. Uno come lui, si sa, va a giocare dove vuole e se decide che quel "dove vuole" ha i colori rossoneri, riuscirà sicuramente a farsi liberare a tutolo gratuito alla faccia di un altro anno di contratto. L'ultima frase di Ibra ("E' più facile un mio ritorno al Milan piuttosto che l'arrivo di Wenger") è molto significativa, soprattutto dopo che il Real Madrid ha fatto sapere a Mino Raiola di non essere più interessato a tesserare lo svedese. Importante anche la sua altra frase: "Andrò dove posso fare la differenza". Un Ibra in più in questo Milan potrebbe essere l'uomo giusto per l'assalto alla Champions. E intanto Pato aspetta con curiosità una possibile chiamata. Attraverso comuni amici ha fatto sapere a Leonardo di essere disposto a rinunciare a un po' di Yuan cinesi per ritentare l'avventura in Europa - nello specifico a Milano - a 29 anni. Ma se dal punto di vista tecnico su Ibra ci sono zero dubbi, le ultime stagioni del brasiliano sono state meno rassicuranti. Sarebbe una questione di cuore e potrebbe andare a buon fine solo se a costi ridotti. In attacco non c'e emergenza, almeno lì.

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