Gli Stati Uniti tra Simone Inzaghi e il Milan

Le due anime societarie si dividono sulla scelta dell'allenatore. Mentre risale Giampaolo e avanza... lo straniero

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La domanda è: il Milan che verrà manterrà un'anima italiana o prenderà una direzione nettamente "europeista"? La domanda non è banale e si porta dietro alcune risposte importanti relative a due decisioni che sono strettamente legate: la prima riguarda Paolo Maldini e la risposta che Ivan Gazidis aspetta alla sua proposta di nominarlo direttore tecnico. La seconda riguarda il margine di manovra che l'eventuale direttore tecnico Paolo Maldini avrebbe o avrà nella scelta dell'erede di Rino Gattuso.

La corsa alla panchina del Milan ruota attorno a questi quesiti e il perché è semplice da spiegare: l'ex capitano rossonero, forse spalleggiato anche dal presidente Scaroni, vuole un tecnico italiano che ha già individuato in Simone Inzaghi (prima scelta) o Marco Giampaolo, con cui sono stati avviati i primi sondaggi esplorativi.

La proprietà e la dirigenza, intesa come Gazidis, è dell'idea invece di affidarsi a un profilo internazionale e sta valutando con grande attenzione le posizioni di Sergio Conceiçao - portoghese come Mendes, da non sottovalutare, anche se non della sua scuderia -, Rudi Garcia (in uscita dall'OM) e Paulo Fonseca (Shakhtar Donetsk).

Questi i contorni di una scelta che non è ancora stata definitivamente presa e che stabilirà anche le gerarchie, strettamente tecniche, in casa Milan. La certezza è che, in questo caso la dirigenza rossonera tutta, ha fretta di arrivare a un dunque e ha fissato per martedì prossimo la dead line per la scelta del nuovo allenatore.

Ma cerchiamo di fare chiarezza e facciamo un passo indietro a quanto da noi scritto ieri. Simone Inzaghi resta al momento in leggero vantaggio sulla concorrenza e sembrerebbe il profilo migliore per mettere d'accordo le diverse anime milaniste. Il problema principale per arrivare all'attuale allenatore della Lazio è che bisogna passare per Lotito, che ha in mano un anno ancora di contratto con Inzaghi (possibile un incontro in serata tra le parti per trattare una risoluzione contrattuale) e che non è mai un interlocutore comodo con cui sedersi attorno a un tavolo. A questo va aggiunto il volo per la settimana di vacanza negli Stati Uniti che Inzaghi ha prenotato per domani. Se vuole il Milan deve rinviare la partenza. Altrimenti si vaglieranno altri profili.

E qui vale il discorso fatto in precedenza. Se sceglie Maldini, l'alternativa più logica e concreta a Simone Inzaghi è Giampaolo. Se sceglie Ivan Gazidis, con l'appoggio della proprietà, il nuovo allenatore sarà quasi certamente straniero. Tornare alla domanda di partenza altro non è che la sintesi della filosofia del nuovo Milan. Un Milan con un'anima italiana e guidato tecnicamente da una bandiera come Paolo Maldini o votato all'Europa e affidato in tutto e per tutto a Ivan Gazidis.

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