"La mia idea è quella di creare un po' più di italianità e portare più giocatori italiani. Non è facile. Sappiamo bene che il mercato internazionale è un mercato ampio. Ci sono anche delle normative, a volte, che ti aiutano di più. Io penso che oggi avere dei giocatori italiani forti, perché siamo la Juve, perché la Juve ha bisogno di giocatori forti, non è così semplice, ma la voglia è quella di inserirli. Mi piacerebbe anche prendere ragazzi giovani, per cui la volontà è quella di inserire ragazzi che hanno delle prospettive". Lo ha detto Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juventus, nel corso del suo intervento al Festival dello sport di Trento.
"Noi non pensiamo che abbiamo ancora la Next Gen, per cui un settore giovanile con dei ragazzi interessanti e magari portarli con noi oppure gli si fa fare anche un percorso con altri club. Però si sanno benissimo le difficoltà, basta pensare oggi la nazionale italiana quanti problemi ha per cui vuol dire che di giocatori di alto livello non ce ne sono. Bisogna fare attenzione a non prendere giocatori di basso livello stranieri, perché quello è un errore, ma credo che sia importante andare a puntare sugli italiani, senz'altro. Io parto già di un'idea che la Juve è già una squadra competitiva", ha aggiunto Carnevali.
La sconfitta col Sassuolo ha fatto traballare la panchina? "Spalletti ha anche uno staff molto preparato, non ha certamente bisogno di essere difeso da me. Con il Sassuolo è stata una sconfitta assurda, ti volevi buttare giù dal quinto piano, lì si è scatenato di tutto ma Spalletti è un allenatore straordinario, è un allenatore capace, che insegna. Abbiamo bisogno di tutto ciò. Spalletti ha grande voglia di ottenere successo".
Fantasma Conte per Spalletti? “Di allenatori ne ho visti tanti, Luciano è capace, insegna. Abbiamo bisogno di tecnici come lui. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento. Ha il suo carattere, ci mancherebbe. Ognuno è diverso dagli altri. Lui ha grande voglia di vincere. Conte è un amico e allenatore top, però non è mai stato un nostro pensiero”.
Su Alajbegovic: "Lo abbiamo pagato il giusto, credo di sì. Dobbiamo puntare su questi giocatori, difficile puntare a un top e spendere determinate cifre. Dobbiamo pensare anche a qualcuno che possa essere rivenduto a 70-80 milioni. Abbiamo rischiato di perderlo, il Chelsea aveva fatto un'offerta superiore. Non siamo competitivi col mercato della Champions, avremmo fatto la stessa fine dell'Inter con Palestra".
Capitolo prossimo mercato estivo: "Una cessione illustre a luglio? Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Abbiamo ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte dei club. Magari può bastare quello. Per adesso siamo concentrati a fare risultati".
Molto, se non tutto, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League: "Le scelte devono essere condivise da tutti. Poi viene bene o male ma è di tutti. Avremo modo sicuramente di migliorare. C'è un ottimo rapporto con tutto lo staff, a partire da Spalletti. Certo che l'importante è vincere ma bisogna capire quale percorso per ottenere il risultato. Oggi nel nostro campionato si mira ad arrivare al terzo, quarto posto: è più business che calcio. Se centri la Champions ti dà delle garanzie economiche, altrimenti è un bagno di sangue ma è chiaro che a noi non basta il quarto posto".