L'INTERVISTA

Darmian, uno svincolato di lusso per... l'Inter e non solo: "Gioco ancora, di certo in Italia"

L'esterno azzurro, libero da fine giugno, intervistato in esclusiva da Bruno Longhi: "A Milano sei anni bellissimi e ora..."

11 Lug 2026 - 17:48
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
darmian © Getty Images

darmian © Getty Images

Trentasei anni, fisico integro, massima duttilità, esempio di professionalità eccelsa: ma siamo proprio sicuri che Matteo Darmian non possa ancora far comodo all'Inter, squadra con la quale nelle ultime sei stagioni ha vinto nove trofei (tre scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe italiane), vestendo pure la fascia di capitano prima di svincolarsi lo scorso fine giugno?  Una forzatura, forse. Non proprio un azzardo, specie ora che l'Inter stessa è alla ricerca di difensori ed esterni di fascia e pure il trasferimento in nerazzurro di Khalaili pare in dubbio per motivi di salute non meglio specificati.

Un interrogativo che Bruno Longhi ha sottoposto allo stesso Darmian nel corso di una lunga intervista per la trasmissione Apericalcio: "Sinceramente non so quale possa essere il mio futuro" ha risposto l'esterno azzurro. "So solo che ho passato un bellissimo periodo all’Inter e che ho avuto tutto quanto desideravo avere dal calcio e dalla vita. Ora è certo che voglio continuare a giocare, perché mi sento veramente bene. In Italia o all’estero? Sicuramente in Italia". In Serie A dunque, anche perché lui all'estero ha già dato. L'esperienza al Manchester United, a 25 anni, è stata unica e formativa. Un fiore all'occhiello della sua lunga carriera: "Similitudini con Palestra? Parlo per me e posso dire che allora era arrivato il momento giusto per fare quel salto. Una opportunità per tutti, professionale ed economica, colta al volo".

Una cosa è quindi certa: Darmian non smette. Anzi... Dopo l'Inter, insomma, c'è ancora futuro: “In nerazzurro ho ottenuto tutto quanto speravo. Quando ho lasciato il Parma sapevo dove stavo andando: in un grande club, con responsabilità importanti, dove lotti per traguardi grandi. Sono felicissimo dei successi ottenuti, sono stati sei anni magnifici". Anni ricchi di successi al servizio di tre allenatori diversi ma ugualmente importanti: "Tutti e tre gli scudetti sono stati belli, forse se ne dovessi scegliere uno sceglierei quello della seconda stella, ma ogni vittoria ha un sapore bellissimo. Anche il 19esimo, per esempio, è indimenticabile, perché è stato il mio primo, quello che ha oltretutto rotto l’egemonia della Juve. E quest’anno, beh, una bella rivalsa. Con tutti gli allenatori ho avuto ottimi rapporti. Conte ad esempio lo conoscevo già dalla Nazionale, sapevo cosa chiedeva e voleva. Inzaghi ha portato avanti il percorso e lo ha consolidato. Poi è arrivato Chivu che è stato bravissimo a capire il momento, quanto pesasse il ko in Champions, e ci ha dato subito quello di cui avevamo bisogno. Si è inserito nel modo giusto e il gruppo ha recepito. Un gruppo forte e di valore: insieme siamo tornati a vincere".

Quindi, in definitiva, niente ritorno all'Inter? Magari come è successo con Mkhitaryan? "Un campione, dentro e fuori dal campo, sono molto contento che abbia rinnovato, l'Inter e i suoi tifosi possono continuare a godersi un grande campione. Per quanto riguarda me, ripeto, mi mancherà tutto perché sono stati sei anni importanti. Adesso ho solo molta voglia di rimettermi in gioco e tornare a giocare".