Vergne: un supereroe a Marrakesh!

Dopo tre giorni con febbre a 40° e l'incubo del coronavirus Jev firma una rimonta da ricordare

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Il week end più duro di Formula E nella sua carriera. Jean Eric Vergne, a incubo finito, racconta come è andata la trasferta in Marocco, chiusa con un clamoroso terzo posto, partendo dall’undicesima posizione in griglia. Tre giorni con febbre a 40° e quarantena trascorsa in ospedale a  Marrakesch. “Mi sentivo un po' meglio, ma ero in una stanza di 5 metri quadrati, e dopo 3 giorni di febbre a 40° capite che non era il massimo restare chiusi lì”.

Vedi anche Formula E, E-Prix Marrakech: super Da Costa, Vergne torna sul podio Formula E Formula E, E-Prix Marrakech: super Da Costa, Vergne torna sul podio Un forte mal di testa, il tampone per accertarsi che non fosse coronavirus, lo shakedown e il primo turno delle prove libere saltate: ore difficili per il campione del mondo in carica che si è presentato sabato in circuito in uno stato psico-fisico molto complesso.

Caldo, stress, 45 minuti più un giro da affrontare, dando comunque il massimo. In gara parlava spesso con i suoi ingegneri, anche per chiedere la posizione in cui si trovava dopo una grande rimonta. “Figuratevi se mi sarei mai immaginato di finire a podio!”. Don’t crack under pressure (non ti spezzare sotto la pressione) è un hastag che usa spesso e che ha messo in pratica nel migliore dei modi. Non se lo dimenticherà.

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