L'ANALISI

Formula E, temperatura e aderenza: i due fattori chiave a Santiago

La batteria e le gomme saranno messe a dura prova: chi troverà la soluzione migliore potrà fare la differenza

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Saranno due i fattori chiave della gara di Santiago del Cile. Innanzitutto la temperatura. I 35 gradi previsti per la gara di sabato pomeriggio sono un problema er tutti i componenti meccanici ma soprattutto per la batteria. Che come sappiamo soffre sia il caldo eccessivo sia il freddo eccessivo. Un po' come succede nelle auto elettriche di tutti i giorni. La sfida per gli ingegneri è quella di centellinare l'utilizzo dell'energia per evitare il rischio di arrivare negli ultimi chilometri, se non negli ultimi metri di gara, e vedersi lampeggiare la luce rossa della batteria completamente scarica. Il secondo fattore è l'aderenza rispetto a queste gomme che sappiamo essere più rivolte alla sostenibilità e al lungo utilizzo che non all'ottimizzazione e al massimo grip come in altri campionati. 

La caratteristica di questo tracciato di 2,2 km è che il fondo è irregolare. Nel rettilineo di partenza e nella prima parte di pista ci sono delle lastre di cemento molto scivolose sulle quali si sente di più lo sporco e la terra che proviene dal parco O'Higgins che c'è attorno al circuito. Mentre nella seconda parte il cemento è sostituito dall'asfalto e il problema aderenza è molto minore. Ma un fattore appunto da tenere in considerazione è il passaggio da uno all'altro tipo di superficie. Il tutto con un tracciato che come sappiamo è stato modificato rispetto alla scorsa edizione, togliendo delle curve, per aumentare la velocità sul giro e per cercare di diminuire i troppi contatti che c'erano stati lo scorso gennaio.

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