AUSTIN AI VOTI

Verstappen fa e disfa, Vettel rimanda la pensione. Una domenica da rodeo per Alonso

Voti alti al Circuit Of The Americas anche per i capitani di lungo corso Vettel e Alonso

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MAX VERSTAPPEN: VOTO 10 Va a suo piacimento a spasso per la classifica, recuperando la leadership dopo l'inconveniente al pit stop. Nello star system che ha spadroneggiato per tutto il fine settimana nel paddock di Austin si è trovato a suo agio. Mai quanto in pista, però. Brucia Sainz al semaforo, sgomita quando deve, fa tredici (vittorie) in capo ad un GP al solito dominato, al di là delle apparenze.

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CHARLES LECLERC: VOTO 8

Austin... Powers? Sì, magari...Vorrei ma non posso, invece. Charles porta a casa un podio tutt'altro che scontato, completando una rimonta da centro gruppo che non si presentava particolarmente agevole. Nella mischia della prima curva dopo il via a rimetterci è stato invece il suo compagno di squadra, da posizione ben più favorevole. Breve ma spettacolare la sua schermaglia con Verstappen, da cuore in gola la staccata-kiler su Perez. La riflessione finale sul... gambero rosso mangia-gomme delle battute finali del GP (di molti GP di questa stagione) la dice lunga sul come... sia meglio tacere, o meglio guardare avanti.

CARLOS SAINZ: SENZA VOTO

Senza voto e senza colpa per il testacoda alla prima curva, indotto dallo speronamento rifilatogli da Russell. Attimi prima però lo spagnolo aveva in qualche modo "ciccato" l'uscita dai blocchi al semaforo. E la F.1-75 che parte male... e il lato sporco della pista... E le inondazioni, il terremoto e le cavallette, per dirla con John Belushi. Senza voto, anzi giudizio sospeso, ancora una volta. Tre chilometri scarsi tra Suzuka ed Austin, meglio anche in questo caso guardare oltre.

GEORGE RUSSELL: VOTO 4,5

Una partenza "di ordinaria follia", per citare (e storpiare) Hollywood. Due punti in più per essere andato a scusarsi con Sainz a fine gara. Mezzo in più per il giro veloce della gara. Per il resto, fate voi i conti... Finale di stagione in calando (ed in questo caso pure "falloso") per "Mister Consistency", proprio mentre Hamilton lucida l'argenteria e si incarica di andare a caccia del ritorno alla vittoria delle Frecce d'Argento. Che sarebbe peraltro il caso di ridipingere di nero...!

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LEWIS HAMILTON: VOTO 7,5

Torna ad esibirsi come si conviene ad un eptacampione del mondo (e ce n'è solo un altro...). L'aria degli Stati Uniti fa sempre bene a Lewis che non a caso ad Austin "fiuta" la preda (nel senso del gradino alto del podio) ma deve poi rassegnarsi a scendere sul secondo. Gara però impeccabile. Ormai smaltita la cocente delusione del 2021 (c'è voluto un bel po'), Lewis è di nuovo "pronto". All'alba dei suoi 307 Gran Premi, come Schumacher e Button. 

LANCE STROLL: VOTO 4

Al via dalla terza fila, il canadese aveva davanti una bella occasione. Invece, una leggerezza millimetrica (ma potenzialmente gravissima) nel duello con Alonso (suo prossimo compagno di squadra!), giustamente sanzionata dalla FIA con tre posizioni di penalità in griglia a Mexico City. Fernando però nel dopogara ha scagionato e perdonato (fate voi) il suo... prossimo compagno di squadra, di fatto "derubricando" l'episodio a semplice incidente di gara: "Ci siamo mossi in contemporanea".

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SEBASTIAN VETTEL: VOTO 8

Ci ha pensato lui a raddrizzare il bilancio americano di Aston Martin. A meno quattro dall'ultima partenza iridata, Seb mette in pista una performance di tutto rispetto. Si regala pure il brivido di qualche giro al comando ritardando la sosta, che poi però lo tradisce, sotto forma di un pit stop appunto di durata semi-perenne. Poteva arrivare sesto, ha tagliato il traguardo ottavo, la penalizzazione di Alonso lo ha promosso settimo. Domenica movimentata ma per fortuna la pensione è vicina, il divano anche. Oppure no?

FERNANDO ALONSO: VOTO 7

Per uno che molla (Vettel, naturalmente), ecco un altro che invece nemmeno per sogno, anzi si prepara a prenderne il posto sulla "verdona". Se la vede bruttina nell'incidente con Stroll, improvvisamente passeggero della sua Alpine imbizzarrita. Poi,  per non stare a pensarci troppo, pesta duro sull'acceleratore... tanto che la sua "bella" perde i pezzi e la FIA lo spedisce a fondo classifica. Restano la classe, la grinta, la dipendenza insopprimibile (e sanissima) della sfida. Agonismo e spirito competitivo straboccante.

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