Stallo alla messicana: Ferrari fa i conti con i limiti del rapporto tra i suoi piloti
Vasseur riprende i suoi ma le buone intenzioni lasciano troppo spesso il passo a condotte di gara borderline
di Stefano GattiTra i due litiganti è come sempre il terzo a godere: Max Verstappen in questo caso, lestissimo ad approfittare del "battibecco" tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton poco dopo il via del Gran Premio di Città del Messico, il secondo di questa stagione, nemmeno due mesi dopo quello alla Prima Variante di Monza, nelle battute iniziali del Gran Premio d'Italia. Il Team Principal Frederic Vasseur non si è fatto pregare per fustigare i suoi. Se è vero che la Scuderia lascia il Messico in direzione San Paolo del Brasile con un bottino di punti (30) superiore a quello della diretta concorrenza (27 Red Bull, 23 Mercedes, 10 McLaren) e formalmente ancora in lizza per il titolo con le Frecce d'Argento (504 punti contro 630...), un rapido sguardo alla classifica generale piloti evidenzia il sorpasso di Verstappen su Hamilton (261 punti a 259) nella rincorsa al secondo posto dietro al neocampione Antonelli, al capolinea di un Gran Premio che le Rosse hanno letteralmente regalato a Verstappen.
© Getty Images
Il confronto tra due piloti della stessa squadra è sano e motivante fino a quando non lede gli interessi della squadra stessa. Lo ha sottolineato Hamilton nell'immediato dopo gara di Città del Messico. Così era stato ad esempio ad inizio stagione a Shanghai e a Suzuka. Da parte sua, Leclerc ha difeso le sue scelte "messicane", rivendicando il diritto a dare battaglia al limite in quelli che sono i momenti (la partenza, il primo giro di gara) sempre più spesso decisivi di un Gran Premio. Difficile che un chiarimento a... sei occhi con Vasseur possa essere risolutivo (evidentemente non lo è stato quello dopo Monza), visto che - buone intenzioni a parte - l'agonismo della competizione finisce per essere imparabile, soprattutto se la natura del rapporto è quella che è. E questo è un "vulnus" evidente nella prospettiva di una Ferrari sperabilmente in lotta per il titolo 2027, magari in lizza con il neocampione del mondo Antonelli o con lo stesso Verstappen che di (altri) "aiutini" esterni peraltro non hanno proprio bisogno.