Russell rompe il silenzio dopo il titolo di Antonelli: "È stata una stagione più di bassi che di alti. Complimenti a Kimi"
Il peso della gavetta tradito dall'ascesa del debuttante: la solitudine del numero 63 nel momento più alto della Mercedes
Non deve essere stata una stagione semplice quella di George Russell. All'ottavo anno in Formula 1, dopo aver passato per tutte le categorie cadette e la parentesi di 'apprendistato' in Williams, vedere il proprio compagno di scuderia festeggiare il titolo iridato prima di te, non deve far assolutamente piacere. Il pilota britannico sa di aver perso un'occasione importantissima, una di quelle che nel circus della classe regina va colta subito, perché si presenta pochissime volte: vincere il campionato del mondo. Dopo un avvio di stagione convincente, il 2026 del britannico della Mercedes ha preso tutta un'altra piega. Il numero 63 ha sempre faticato a trovare il feeling con la sua W17, a differenza di Andrea Kimi Antonelli, che ha sempre sentito la vettura del team di Brackley come un abito cucito su misura.
Una delusione quella di Russell che si è palesata subito dopo la bandiera a scacchi del Gran Premio del Messico, dove il 3° posto di Kimi ha scritto la parola fine sulle speranze iridate del britannico. Al termine della gara, George ha lasciato il circuito di Città del Messico prima dei festeggiamenti organizzati dalla scuderia per celebrare il successo del fuoriclasse italiano, saltando anche il consueto appuntamento con i media al termine delle gare. Per il comportamento del pilota, Mercedes è stata multata di 5.000 euro dalla FIA, per aver disertato gli impegni con la stampa. La violazione contestata riguarda l'articolo B10.1.4e del regolamento sportivo FIA di Formula 1.
Dopo il silenzio del Messico, Russell ha deciso di aprirsi sui suoi profilo social: "Mi sembra il momento giusto per parlare con il cuore. Questa stagione era iniziata esattamente come speravo, ma si è rapidamente sgretolata tra sfortuna e prestazioni deludenti. È la prima vera stagione della mia carriera in cui ho avuto più giornate negative che positive. È stato difficile da affrontare? Sì, molto. È stato difficile rialzarsi settimana dopo settimana? Sì, molto. Confusione a volte? Spesso. Tutto ciò che so è che ho dato tutto me stesso, e che il 2026 non doveva essere il mio anno. Complimenti a Kimi per quella che è stata una stagione assolutamente incredibile", scrive su Instagram il britannico.
Il pilota del team di Toto Wolff riflette così su una stagione che di fatto è già andata in archivio. La frustrazione del numero 63 non può che essere cocente: farsi tutta la gavetta, aspettare finalmente il momento per avere una macchina competitiva per puntare al titolo, solo per finire sverniciato dal compagno di squadra. Vedere un ragazzo che a 20 anni, e al secondo anno in Formula 1 vince il titolo prima di te, e con la tua stessa macchina, non deve fare esattamente piacere.
Eppure la vittoria inaugurale in Australia aveva lasciato presagire altro. Nelle gare successive invece è stato Kimi ad azzannare e a fare del campionato un sol boccone, mettendo in fila cinque vittorie tra Cina, Giappone, Miami, Canada e Monaco. Successi che hanno subito indirizzato fortemente il campionato in favore dell'italiano. Da questa sequenza di gare la forbice di prestazione si è allargata sempre più in favore di Antonelli. Russell ha faticato sempre più a tenere il passo del compagno di squadra sia in qualifica che in gara. E anche in classifica piloti, quello che sembrava quanto meno un comodo secondo posto non è più una certezza. A quattro gare dalla fine del campionato, il britannico è attualmente 4° a quota 250 punti (130 lunghezze da Antonelli), ed è preceduto da Hamilton (259 punti) e da Verstappen (261 punti).
Per George Russell il 2026 non è solo un campionato perso, ma un doloroso bagno di realtà che ha ridimensionato il suo status di "erede designato" di Lewis Hamilton in Mercedes. Essere superato da un debuttante ventenne sulla stessa vettura è la ferita più profonda per l'orgoglio di un pilota che ha aspettato anni il proprio momento. Questa stagione fallimentare, vissuta all'ombra del talento cristallino di Antonelli, lo costringe ora a un bivio cruciale: nella prossima stagione, il britannico riuscirà a dimostrare di avere la stoffa del campione o è destinato a fare la seconda guida?