Leclerc: "Dissi a mio padre che avevo già firmato con la Ferrari. Era una bugia"
Il pilota si è confessato ai microfoni del podcast BSMT
di Redazione© Getty Images
Il legame profondo tra Charles Leclerc e la Ferrari, radicato in una passione che attraversa l'infanzia e il dolore personale, è stato al centro di un'intervista rilasciata a Gianluca Gazzoli durante il podcast BSMT. Il pilota monegasco ha ripercorso la sua carriera e il suo rapporto speciale con l'Italia, trattando con delicatezza il peso delle perdite familiari e la gioia dei successi più iconici.
Il dolore e la promessa a papà Hervé
Per Leclerc, il passaggio in Ferrari è indissolubilmente legato agli ultimi giorni di vita di suo padre Hervé. In un momento di estrema fragilità, Charles scelse di regalare un'ultima gioia al genitore: "Sapevo che erano i suoi ultimi giorni di vita. Così gli dissi che avevo già firmato con la Ferrari. Era una bugia, ma per lui era molto importante". Questo legame con le corse era iniziato quasi per caso a tre anni e mezzo quando, per evitare l'asilo, si finse malato e finì su un kart nel circuito gestito dal padre di Jules Bianchi. Proprio la scomparsa di Jules nel 2015 ha segnato un altro solco profondo, ma Leclerc ha confessato a Gazzoli di non aver mai vacillato nella sua missione: "La sua perdita è stato un momento difficile da accettare. Ma non ho mai pensato di smettere: questo è ciò che mi fa sentire più vivo al mondo".
La magia di Monza e la paura "matrimoniale"
Nel corso della chiacchierata con Gazzoli, il pilota ha isolato i due momenti sportivi più significativi della sua vita: la vittoria a Monza nel 2019 e il trionfo a Monaco nel 2024. Vincere in Brianza è stato un test di resistenza psicologica unico perché, come spiegato da Charles, "si sente tutta l’Italia che spinge la Scuderia. Vincere con tutta quella pressione rende il momento ancora più bello". Non è mancato però un aneddoto più leggero legato alla sua vita privata e al recente matrimonio, vissuto con un'ansia superiore a quella della pista: "Ho avuto più paura quel giorno che durante una qualifica. Si può rifare un giro secco, ma il matrimonio no…".