Kimi Antonelli, ragazzo prodigio. Ma la Formula 1 è da privilegiati
Il pilota italiano fa sognare in grande l'Italia. Il motorsport, però, non è una possibilità per tutti
di Tommaso Marcoli© Getty Images
Vincendo la sua quinta gara consecutiva, il sogno di vedere Andrea Kimi Antonelli campione del Mondo in Formula 1 è sempre più concreto. Di conseguenza, il ritorno alla vittoria della Ferrari si allontana: vera Scuderia Nazionale distante 66 punti (con Hamilton) dal romagnolo della Mercedes. L'entusiasmo è comunque alle stelle, perché un italiano a questi livelli nella massima serie del motorsport, non si era mai visto. Il paragone vien da sé: Antonelli come Sinner, capace di cambiare l'ordine di grandezza dello sport.
Travolgente
Il merito di Jannik Sinner - oltre i successi sportivi - è stato quello di aver trasferito una passione a un popolo. In modo trasversale, senza limiti e confini d'età: i tesserati presso la Federazione italiana Tennis e Padel hanno raggiunta quota 1,2 milioni. Un aumento del 200% rispetto al 2020. L'incremento medio delle iscrizioni a scuole tennis locali è del 30% tra ragazzi e bambini. La Fitp è diventata una delle federazioni sportive più ricche e in salute. Il calcio (1,5 milioni di iscritti) rischia uno storico sorpasso.
Tutto diverso
Aspettarsi che Kimi Antonelli produca lo stesso effetto per il motorsport, è irrealistico. Innanzitutto perché "correre in macchina" è una struttura complessa: la partenza dai kart è comune per - quasi - tutti, ma la carriera può prendere le strade delle ruote coperte o scoperte. Non sempre propedeutiche alla Formula 1. Il limite economico è invalicabile per i più. Il Karting costa tra i 50.000 e i 100.000 euro l'anno. Il passaggio in Formula 2 richiede tra 1,5 e 2,5 milioni di euro per anno. La famiglia di Kimi gestisce una scuderia (AKM Motorsport), un enorme vantaggio. Gli ascolti dei Gran Premi in TV aumenteranno; gli iscritti alle categorie automobilistiche, no.