Lewis, sotto quelle trecce c'è un... genio

La strepitosa impresa di Hamilton in Germania. Lo schiaffo a Vettel può valere il Mondiale

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Sotto quelle treccine c'è una forza mentale pazzesca. E questa è una vittoria di testa, di autostima stellare più che di talento (pur clamoroso). Lo schiaffo a Vettel è di quelli che rischi di non riuscire a elaborare. Tutto apparecchiato per la festa - con dedica importante -, avversario bello indietro, macchina tonica e invece. Può piacere o meno questo essere guru di Hamilton, le preghiere, l'energia, il carma, però va detto che funziona.

Se è così che si (ri)carica, - oltre che con le doti naturali, la tecnica e il mezzo, ripetiamolo - ha ragione lui. Crederci. Un conto è dirlo, un altro è farlo. Sapeva, sa, di avere una Mercedes volante, ma è lui che la gestisce, così come è lui che balla sotto l'acqua con le slick, come precedenti illustri. La sfida mondiale si gioca in pista, sotto il casco, nelle frecciate, in tutto. Lewis dà spesso la sensazione di poter fare ciò che vuole, quando decide di farlo. I numeri, le stelle, i bioritmi, la pioggia che inizia a cadere (inizialmente solo alla curva 6) giusto giusto al giro 44, numero dell'inglese.
Le vittorie, come sappiamo, non sono tutte uguali. Autografare una gara che sta dominando l'altro, vale più di 25 punti. E forse si trasforma in bivio della stagione. I fuoriclasse hanno menti diverse dagli altri. Tra questi c'è anche Vettel ma, al netto degli errori di quest'anno, sembra un soffio dietro al vincitore di oggi. Che quando non si deconcentra da solo, appare (Mercedes ringraziando) molto, molto vicino all'imbattibilità.

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