F1, i colleghi assolvono Vettel: "La penalizzazione in Canada? La regola va cambiata"

"Il vero problema è non sapere come i giudici interpreteranno il regolamento, servono certezze"

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Nella conferenza stampa che apre il weekend del Gran Premio di Francia si continua a parlare della penalità a Sebastian Vettel in Canada. E i colleghi in coro assolvono il pilota della Ferrari: "Ci sono regole diverse e giudizi diversi a ogni gara", spiegano Hulkenberg e Grosjean. "Decisione troppo severa", è l'opinione di Pierre Gasly. "Io avrei fatto la stessa manovra di Seb. Sì, era pericoloso, ma cosa non lo è?", tuona Carlos Sainz.

Inizia il weekend del Gran Premio di Francia, ma è come se il Gran Premio del Canada non fosse mai finito. E così i piloti intervenuti nella conferenza stampa del giovedì di Le Castellet hanno dato un giro di opinioni sulla penalità inflitta alla Ferrari di Sebastian Vettel: cinque secondi da scontare in pista che di fatto hanno regalato la vittoria a Lewis Hamilton. E con il team di Maranello che ha presentato istanza di revisione (puntando quindi non a cambiare la decisione dei commissari, ma l'intera regola), è arrivato un coro unanime: "La regola va cambiata".

Il primo a dire la sua è stato Nico Hulkenberg della Renault, che ha scelto l'arma dell'ironia: "C'è stata una penalizzazione? Non me n'ero accorto, la stampa non ne ha affatto parlato in questi giorni. In ogni caso quandi rientri in pista dopo essere stato sull'erba non c'è pieno controllo della macchina, è stato un incidente di gara. Ma il problema è che ci sono regole diverse e soprattutto arrivano giudizi diversi a ogni gara".

Ancora più preciso Romain Grosjean, Haas: "Tutto ciò che facciamo in pista ha una linea di regolamento. Deviare da quella linea per noi è difficile, ma poi arrivano decisioni diverse da parte dei giudici. Ci vengono inflitte penalità diverse per episodi simili, ad esempio io quando ho tagliato la linea della pit-lane a Monte Carlo ho avuto un punto di penalità sulla patente, mentre a Verstappen hanno dato 5 secondi da scontare in gara. I regolamenti ci sono e sono scritti nero su bianco, poi però non sai mai come saranno interpretati in gara. Riguardo Vettel, è difficile capire se poteva controllare la sua macchina. Noi possiamo solo controllare la telemetria, ma solo lui sa la verità. Non sta a noi decidere se la penalità è giusta, solo Seb sa se poteva lasciare spazio o no".

Ancora più conciliante Pierre Gasly della Red Bull: "Tagliare il traguardo al primo posto e sentirsi dire che in realtà sei arrivato secondo è molto difficile. Certo, dipende dalla prospettiva da cui analizzi l'episodio. Dal punto di vista di Sebastian è sicuramente molto frustrante, poi magari Lewis potrà dire che senza quel taglio avrebbe comunque vinto lui. Io credo però che sia stato fin troppo severo togliergli la vittoria, è stato un episodio di gara".

Carlos Sainz, pilota McLaren, ha provato addirittura a mettersi nei panni di Vettel: "Sono rimasto molto deluso quando ho visto la penalità. Da pilota avrei fatto la stessa cosa che ha fatto Seb, entrando in pista avrei cercato di mantenere la posizione. Sì, era pericoloso, ma cosa non è pericoloso? Ci sono sempre dei rischi quando scendi in pista, e Lewis in quel momento non rischiava nemmeno un incidente. La regola però è scritta e gli steward l'hanno semplicemente applicata. Per questo non capisco le critiche agli steward, è la regola che è troppo dura e andrebbe cambiata. Le corse sono così, e devono basarsi sulla lotta dura e sul divertimento".

Ultimo a parlare Antonio Giovinazzi, e anche il pugliese dell'Alfa Romeo ha chiesto uniformità: "La penalità probabilmente è stata eccessiva, ma la cosa importante è che se c'è una regola, questa sia giudicata sempre nello stesso modo".

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