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FORMULA 1

Dalla F.1... al karate: Antonio Pizzonia arrestato in Texas per aggressione

Il quarantacinquenne ex pilota di Manaus ha corso nel Mondiale per Jaguar e Williams

di Stefano Gatti
13 Gen 2026 - 10:56
 © Instagram

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Arresto e rilascio nel giro di poche ore per Antonio Pizzonia. Il quarantacinquenne ex pilota brasiliano ha trascorso alcune ore nella cella di una prigione texana dopo essersi reso protagonista di un'aggressione nei confronti di un uomo che aveva mostrato il dito medio a suo figlio Antonio Pizzonia Neto, impegnato in una prova della 2026 Superkarts! USA Winter Series. Con una mossa da karateka, Pizzonia ha prima sferrato un calcio alla schiena dell'uomo, poi lo ha colpito con un pugno. In un post sui social Antonio ha poi così commentato quanto accaduto: "Ragazzi, sto bene e sono tornato a casa. In effetti c'è stato un episodio a cui oggi avrei reagito in modo diverso. In quel momento ho pensato che mio figlio, un bambino, fosse minacciato da un adulto e istintivamente l'ho difeso. Grazie a tutti per i vostri messaggi di sostegno".

© Instagram

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Attivo in Formula Uno dal 2003 al 2025 (venti presenze in totale), Pizzonia non ha mai disputato una stagione completa nel Mondiale. Appiedato a metà stagione dalla Jaguar nel 2003, Antonio è tornato a fare il collaudatore alla Williams (la squadra che gli aveva offerta la prima chance di sedersi al volante di una monoposto da Gran Premio), sostituendo per quattro gare l'infortunato Ralf Schumacher nel 2004 e per cinque l'altro tedesco Nick Heidfeld l'anno dopo. Quattro settimi posti con la stessa Williams i suoi migliori risultati al traguardo. Pizzonia è però più che altro ricordato per aver rischiato di investire Cornelius Horan, religioso irlandese che era riuscito ad entrare in pista lungo l'Hangar Straight di Silverstone nel corso del Gran Premio d'Inghilterra di ventitré anni fa. Antonio sarebbe poi stato appiedato dal team per scarsoirendimento proprio dopo quella gara, e il suo posti al fianco di Mark Webber preso fino fino a fine stagione dal compianto Justin Wilson. Lo stesso Horan poco più di un anno dopo si rese protagonista di un episodio analogo alle Olimpiadi di Atene, spintonando il brasiliano Vanderlei de Lima che in quel momento era al comando della maratona, poi vinta dall'italiano Stefano Baldini.