Quali sono i tutor in autostrada a rischio spegnimento
Con le nuove regole del Mit i dispositivi su 83 tratte controllate potrebbero terminare le rilevazioni
di Redazione Drive Up© ansa
Il decreto sull’omologazione degli autovelox, inviato a Bruxelles martedì scorso, se tornerà in Italia a maggio senza osservazioni e verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore presumibilmente entro la fine del mese. I paletti fissati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avranno come conseguenza lo spegnimento di 2.591 misuratori di velocità, mentre verrebbero automaticamente omologati i restanti 1.282 censiti sulla piattaforma digitale del ministero. Nel dettaglio, si tratta di autovelox, Vergilius, Tutor e telelaser.
Dove saranno spenti i tutor?
In particolare, andranno spenti i Tutor che vigilano in autostrada su almeno 83 tratte, lungo alcuni degli assi più trafficati del Paese: dall’A1 Milano–Roma–Napoli all’A4 Torino–Trieste, dalla A13 Bologna–Padova alla A14 Adriatica, fino all’A16 Napoli–Canosa. Interi corridoi strategici. "I criteri contenuti nel testo escludono automaticamente i Tutor di vecchia generazione, quelli approvati con decreti che vanno dal 2004 al maggio del 2017", spiega Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente nazionale di Anci in Viabilità Italia al Corriere.
Associazioni preoccupate
Il punto è che non si tratta di sistemi marginali. I dati storici mostrano che, dopo l’installazione dei Tutor, la velocità di picco è diminuita del 25 per cento e la velocità media del 15 per cento sulle tratte controllate. Ancora più significativo l’effetto sulle persone: già nel primo anno il tasso di mortalità si è ridotto del 56 per cento. "Tradotto significa che questi dispositivi hanno salvato nel tempo migliaia di vite – spiega Stefano Guarnieri, presidente dell’associazione intitolata a suo figlio Lorenzo, ucciso a 17 anni sulla strada, promotrice della legge sull’omicidio stradale al Corriere – perché la prima causa di scontri mortali in Italia è la velocità".