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Le ibride plug-in Volvo avranno un'autonomia record

Il costruttore svedese vuole raggiungere i 200 km di percorrenza in elettrico

di Redazione Drive Up
25 Ago 2026 - 09:02
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 © Ufficio Stampa

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In questi ultimi anni, Volvo ha dato una prova di coerenza e resistenza davvero notevoli. Sebbene la transizione energetica non abbia rispettato i ritmi previsti dagli investimenti dei costruttori (con danni che colpiranno nei prossimi mesi), Goteborg è sicura del suo piano. L'elettrico è il futuro ma per chi non è pronto, ecco le ibride plug-in a lunga percorrenza.
Una via di mezzo
Per quanto questa determinazione possa fare onore, anche Volvo deve poi rendere conto ai suoi azionisti, ovvero a Geely (che a pensar male potrebbe aver obbligato gli svedesi a "scegliere" questo obiettivo). Il rallentamento della domanda di elettriche è una questione da affrontare, soprattutto negli Stati Uniti. La soluzione individuata da Volvo è l'ibrido plug-in: considerata come tecnologia ponte prima della transizione definitiva. Nella loro visione devono essere più simili a un'elettrica che a una termica.
Tanta autonomia
Bisogna ammettere che le nuove ibride ricaricabili hanno fatto un balzo in avanti rispetto alle prime applicazioni, con autonomie elettriche ora nell'ordine di grandezza delle centinaia di chilometri. Volvo intende proseguire lungo questa strada, affinché l'esperienza di utilizzo sia paragonabile a una EV: "Volvo ha investito molto per garantire che le nostre ibride offrano un'autonomia elevata, così che le persone possano usarle come previsto", ha dichiarato ad Autocar Nicole Melillo Shaw (Responsabile Volvo UK).
Prima della transizione
I risultati di questi sforzi si stanno già concretizzando con la nuova XC70: una plug-in con 200 km di autonomia in elettrico (secondo il ciclo di omologazione cinese). Un risultato notevole ottenuto installando batterie di grandi dimensioni che supportano la ricarica in corrente continua. Il suo arrivo in Europa è previsto in un secondo momento. Di fatto, si tratta di una strategia che vorrebbe "educare" l'automobilista a una nuova forma di mobilità, utilizzando la marcia elettrica per la maggior parte del tempo e abituandosi a essa. Un passaggio indiscutibile per Volvo, un po' meno per i suoi clienti. Almeno per ora.

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