Tecnologie

I 70 anni della cintura di sicurezza

Il brevetto di Volvo che ha salvato tantissime vite si evolve attraverso l'intelligenza artificiale

di Redazione Drive Up
06 Mar 2026 - 11:17
 © Ufficio Stampa

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Senza la cintura di sicurezza oggi avremmo almeno 1 milione di morti in più. Nel 1956, la storia dell'automobile prese una svolta improvvisa che permise di migliorare sensibilmente la sicurezza di automobilisti e passeggeri. Per sette decenni, la struttura che "lega" al sedile chi lo occupa si è certamente evoluta, rimanendo comunque fedele al progetto originale. Oggi le cose potrebbero cambiare.
Dall’intuizione alla rivoluzione della sicurezza
La storia della cintura di sicurezza inizia in realtà nel 1955, quando gli inventori Roger Griswold e Hugh De Haven depositarono un brevetto per un sistema di ritenuta per gli occupanti dell’auto. Poco dopo, nel 1956, Volvo introdusse su un prototipo della Volvo Amazon una cintura diagonale a due punti, una soluzione allora innovativa che attraversava il torace del conducente. Il vero salto di qualità arrivò però nel 1959, quando l’ingegnere Nils Bohlin sviluppò la cintura di sicurezza a tre punti. Il sistema, capace di bloccare contemporaneamente bacino e torace, venne adottato come equipaggiamento di serie sulle auto Volvo.
La nuova generazione di cinture intelligenti
Settant’anni dopo, la ricerca sulla sicurezza non si è fermata. Volvo ha annunciato una nuova evoluzione chiamata “multi-adaptive seatbelt”, che debutterà sul SUV elettrico Volvo EX60. Il sistema utilizza sensori interni ed esterni al veicolo per raccogliere dati in tempo reale sui passeggeri: corporatura, posizione sul sedile, intensità dell’impatto e dinamica della decelerazione. Sulla base di queste informazioni, la cintura regola automaticamente la forza di ritenuta per adattarsi a ogni occupante. L’obiettivo è superare definitivamente la logica “taglia unica”, trasformando la cintura di sicurezza in un sistema intelligente e personalizzato.

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