La compatta sarà costruita in un impianto a 100 km da Budapest a partire dal secondo trimestre dell'anno
di Redazione Drive Up© Ufficio Stampa
Da una strategia all'altra. Se prima la Classe A sembrava destinata a un eclissi - Mercedes voleva concentrarsi solo sull'alto di gamma - oggi il suo avvenire sembra decisamente più luminoso. I piani inizialmente previsti di elettrificazione avrebbero dovuto coincidere con un'uscita di scena della "piccola" entro la fine del 2026. La riorganizzazione di prodotto - a seguito del difficile contesto di mercato - ne ha invece allungato la presenza in gamma fino al 2028. Dopodiché, toccherà a un'erede. Circostanza impensabile fino a pochi anni fa.
Nuova piattaforma
La piattaforma MMA sarà la base di partenza per una nuova e ampia generazione di automobili. Tanto elettriche quanto con motore a combustione. La CLA è la prima della serie, la cui produzione è iniziata lo scorso giugno nello stabilimento tedesco di Rastatt, condiviso proprio con la Classe A. Questa, tra poco, troverà casa in Ungheria perché Mercedes ha deciso di "far spazio" nella sua fabbrica in Germania a modelli di segmento superiore.
Efficienza e risparmio
Non si tratta soltanto di una maggiore efficienza produttiva - riunire sotto un unico stabilimento tutte le auto sulla stessa piattaforma - piuttosto è una questione di gestione dei costi. La Classe A è la Mercedes "d'accesso" e, la sua appartenenza a un segmento poco redditizio, ne abbassa già la marginalità. La fabbricazione in Germania, dove i costi operativi e di manodopera sono tra i più alti d'Europa, riduce ulteriormente il guadagno. Il trasloco in Ungheria va inteso soprattutto in quest'ottica: i costi produttivi inferiori aumentano il margine. L'azienda occupa già 4.500 lavoratori a Kecskemét e ha l'obiettivo di aumentare i volumi di produzione a 300.000-400.000 veicoli all’anno. Più di quanti ne produce in Germania.