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Diesel e benzina fuori controllo: la soluzione è l'auto elettrica?

In Germania 1 automobilista su 4 valuta di sostituire il motore a combustione per colpa del rincaro dei carburanti

di Tommaso Marcoli
24 Ago 2026 - 08:41
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 © Getty Images

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Il continuo aumento dei prezzi del carburante è stato il grande spauracchio di un'estate sui generis. Forse soltanto le terribili ondate di calore hanno suscitato negli europei un maggiore - se possibile - senso d'incertezza e impotenza. Siamo in balia degli eventi: atmosferici e geopolitici. Il raggio d'azione per ridurre le conseguenze è limitato e le scelte si fanno più impulsive.
Reazione
Se fare il pieno all'auto diventa un costo insostenibile, la soluzione è cercare un'alternativa. Non sono poi molte: limitare gli spostamenti, utilizzare i mezzi pubblici, passare all'automobile elettrica. Una circostanza, quest'ultima, che ha riguardato il 12% degli automobilisti tedeschi nel secondo trimestre 2026 - Dati: Huk-Coburg. Era da anni che in Germania benzina e diesel non superavano i 2 euro al litro alla pompa mettendo sotto pressione il bilancio di molti pendolari.
Non solo carburanti
Quasi un automobilista su 4 ha dichiarato di aver preso in considerazione un'elettrica soltanto per il rincaro dei carburanti. Chi percorre in media 12 mila chilometri l'anno sostituisce più velocemente il motore a combustione. D'altronde a ricaricare la batteria si spende meno che a riempire il serbatoio: l'esborso medio al kWh in una colonnina ultra veloce è tra 0,45 euro e 0,80 euro. Non è solo una questione di risparmio, la Germania programma sussidi (tra i 1.500 euro e i 6.000 euro) in base al reddito familiare sostenendo l'acquisto di EV.
Graduale
Il risultato è che il mercato a basse emissioni cresce ma con un "Cavallo di Troia" al suo interno: i marchi cinesi guadagnano quota di mercato a dispetto dei produttori europei. Tuttavia, questo non significa che la transizione riceverà un impulso decisivo. Secondo gli analisti CNBC sarà graduale, non improvvisa e - anzi - se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare, a rischio ci sarebbe la distribuzione della componentistica (Fonte: Allianz Trade) con possibili squilibri nella produzione. La transizione, anche se programmata, potrebbe così bruscamente arrestarsi.

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