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Il danese ha faticato soprattutto quando è stato marcato da Ostigard ma è necessario non lasciarlo isolato e trovargli un'alternativa
di Enzo Palladini© Getty Images
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Salvate il soldato Hojlund. O meglio: mettetelo in condizione di dare il meglio di sé. A Genova, nella prima uscita del Napoli targato Allegri, questo non è successo. Se è vero che per quasi tutta la sua permanenza in campo si è trovato di fronte un Ostigard praticamente perfetto, implacabile nella marcatura, insuperabile nel gioco aereo, è anche vero che il danese non ha avuto quasi mai la collaborazione dei compagni d'attacco. Alla sua destra, Politano ha svolto un lavoro abbastanza oscuro anche se utile, ma sempre parecchio distante dalla prima punta. Sulla sinistra, Alisson è risultato più vivace, ma sempre stando molto vicino alla linea laterale. Hojlund, con le sue caratteristiche tecniche, più che di cross alti avrebbe bisogno di scambi con la palla a terra.
E poi c'è McTominay. Non è ancora nelle migliori condizioni ma ha una serie di attenuanti: il Mondiale giocato e terminato in maniera un po' frustrante per lui e per tutta la Scozia, il fisico possente che richiede un po' di tempo in più per rimettersi perfettamente in funzione, il cambio di allenatore che inevitabilmente comporta una variazione dei compiti tattici. Nella scorsa stagione e in generale nell'era Conte, la combinazione tra McTominay e Hojlund era una delle armi letali di questa squadra. Combinazione che per il momento non si è vista messa in pratica. Ma McTominay è sempre McTominay e Hojlund è sempre Hojlund.
Un altro modo di salvare il soldato Hojlund è trovare un'alternativa che gli permetta di tirare il fiato dopo un'ora di gioco. Un'alternativa che non sarà Lucca, perché Allegri e De Laurentiis hanno già deciso che non lo terranno. Serve un giocatore esperto e smaliziato (ecco perché uno dei nomi è Gabriel Jesus) che in mezz'ora possa davvero dare una svolta alla partita. Però occorre anche un atteggiamento di squadra diverso, occorre accompagnare di più la prima punta con il lavoro degli attaccanti esterni e gli inserimenti dei centrocampisti.
Intanto però il Napoli ha iniziato il campionato con tre punti, meritati fino a un certo punto, sofferti soprattutto per la prima ora di gioco, sbloccata solamente quando sono entrati De Bruyne e Vergara, ma anche quando nel Genoa è uscito Ostigard. Sono stati gol nati da episodi, il primo anche molto contestato per un fallo dello stesso De Bruyne, il secondo aiutato da un pasticcio difensivo. Però in un campionato contano anche e soprattutto le vittorie ottenute così. La qualità c'è, su quella non ci sono dubbi.