La decima frazione, che chiude l’ultima marathon del 2026, riscrive le gerarchie e mette alla prova uomini e mezzi: tra cadute e nuovi leader, il deserto torna a decidere senza appello
di Redazione Drive Up© Ufficio Stampa
La decima tappa della Dakar 2026, dal bivacco notturno a Bisha, è stata una di quelle giornate capaci di cambiare il volto di un rally. Un percorso duro, selettivo, che ha sparigliato le carte e colpito proprio dove faceva più male, mettendo fuori gioco il leader della classifica moto. Daniel Sanders cade al chilometro 138 e lo fa in modo pesante, in una scena che riassume meglio di qualunque parola lo spirito della marathon nel deserto. A fermarsi è Ricky Brabec, anche lui in piena corsa per il successo finale, che rinuncia a secondi preziosi per soccorrere il rivale. Un gesto che racconta la Dakar più di ogni cronaca.
Così fa male
Per Sanders, campione in carica, il sogno di riconfermarsi svanisce tra la sabbia. Con un sospetto di frattura alla spalla sinistra, l’australiano stringe i denti e percorre comunque quasi 200 chilometri per arrivare al traguardo e restare in gara, chiudendo quattordicesimo con quasi venticinque minuti di ritardo. Davanti, la tappa va ad Adrien Van Beveren, seguito da Brabech e Benavides. Proprio Brabech balza in testa alla generale, con Benavides alle sue spalle staccato di 56 secondi e Schareina a completare il nuovo podio provvisorio.
Cambio al vertice
Scosse anche tra le auto, dove cambia il leader della classifica generale. Nasser Al-Attiyah si riprende la vetta grazie al secondo posto di giornata, in una tappa vinta da Serradori davanti alla Dacia del qatariota e a quella di Sébastien Loeb. Giornata complicata invece per le Ford di Roma e Sainz, che perdono la prima e la seconda posizione in classifica. Ora Al-Attiyah guida con dodici minuti di vantaggio sulla Toyota di Lategan.
Bene le Defender
Nella categoria Stock continua infine il dominio Defender, con Bacziska sempre più leader davanti a Sara Price e a un Peterhansel che conferma, ancora una volta, di saper leggere il deserto come pochi. La Dakar entra così nella sua fase decisiva, con classifiche stravolte e un messaggio chiaro: qui, nulla è mai scontato.